Le 'spalle' di Totò

Le spalle di Toto


Molte volte il mio partner non ne può più di avermi accanto, non vede l'ora che la scena finisca per andarsi a riposare. Ma io continuo a non dargli pace: gli sto addosso, lo circondo da ogni lato, lo tocco e lo ritocco.


C’è una vecchia e complimentosa «frase fatta» che si mormora alle signore quando esse si scusano di averci inavvertitamente voltata la schiena : «Le belle donne non hanno spalle». Ebbene, per i comici di Rivista si può affermare esattamente il contrario. I bei comici hanno le «spalle». Ma per chiarire questo d’altronde mediocre calembour è bene spiegare che la «spalla», nel gergo di palcoscenico, è l’attore che fa da diretto ed immediato antagonista al comico. Barile, per intenderci, era la «spalla» di Ridolini; Gianni è la «spalla» di Pinotto. I francesi chiamano la cosa donner la réplique, gli anglosassoni chiamano la persona stooge. Un comico senza una buona «spalla» è come una pietra preziosa senza castone, come un violino senza l’archetto, come un uomo senza la propria ombra. E vi ricorderete — no? — la tragica leggenda dell’uomo che vendette la propria ombra.

Forse il pubblico non si rende ben conto dell’importanza artistica d’una buona «spalla». Ma chi abbia intima dimestichezza con la ribalta sa i prodigi di affiatamento, i miracoli di tempismo, il preciso istinto umoristico e la sicurezza di scena che occorrono per adempire utilmente ed artisticamente a questo non facile compito. Un passo di più e la buona «spalla» può diventare un buon comico. E se quel passo non viene, a volte, compiuto è forse nella tema di non trovare per se stessi una «spalla» altrettanto brava. Il nostro palcoscenico di Rivista ne conta alcune che sono veri maestri del genere.

Nel gravoso ruolo di "spalla" si sono alternati, in varia misura e soprattutto nel cinema, ottimi attori, alcuni provenienti dal teatro dialettale napoletano, quali Agostino Salvietti, Enzo Turco, Giacomo Furia, Ugo D'Alessio, Carlo Croccolo, Eduardo Passarelli (storica prima "spalla" nel teatro di Totò), Peppino De Martino, Nino Taranto e Pietro De Vico. Altri con esperienze artistiche consolidate in teatro e a cinema, più che "spalle" vanno considerati co-protagonisti, fra i quali Carlo Rizzo, Peppino De Filippo, Aldo Fabrizi, Macario, Luigi Pavese.



Riferimenti e bibliografie:

  • "Guida alla rivista e all'operetta" (Dino Falconi - Angelo Frattini), Casa Editrice Accademia, 1953