MASSENZIO, IL PICCOLO PRINCIPE


Nel febbraio 1954, una stupenda notizia fece gioire Franca Faldini e Antonio de Curtis: nove mesi dopo avrebbero avuto un figlio tutto loro. Antonio confessò a Franca che, nel caso fosse nata una femmina, avrebbe voluto chiamarla Teodora, come l'ex ballerina di circo che aveva sposato l'imperatore bizantino Giustiniano, divenendo imperatrice con lui nel 527 a.c.

Ricoverata al Quisisana, il 12 ottobre dà alla luce Massenzio, che vive solo poche ore. La Faldini, che ha rischiato di morire lei stessa, colpita da albumina gravidica, subendo due operazioni, si salvò per miracolo. Deve anche subire la riprovazione di una madre superiora e del cappellano, che attribuiscono la morte del piccolo a una punizione divina per la concubina. Per Antonio è il dolore più grande, uno dei pochi argomenti di cui non parlerà mai pubblicamente. Per giorni e settimane Antonio de Curtis rimase immobile in casa. La morte di quel figlio maschio che avrebbe ereditato il suo cognome nonché i suoi titoli, lo aveva profondamente prostrato: l'amore per Franca, pallida e convalescente per la malattia, gli diede la forza di continuare a vivere e a lavorare. In quanto a Franca, che non avrà più figli, ne accennerà pubblicamente solo nel ’67, sull’onda emotiva della scomparsa di Totò: “Rischiai di impazzire per il dolore. Totò mi fu profondamente vicino, allora. La sera non si allontanava da me fino a quando mi ero addormentata e prima si preoccupava di togliere dalla circolazione tutti i tranquillanti e i sonniferi che erano a portata di mano”

Massenzio fu sepolto a Napoli nella cappella gentilizia dei de Curtis.

Dopo la morte del bimbo, seguì personalmente e con cadenza periodica, gli orfanelli del Nido Federico Traverso di Volta Mantovana, dove si presentava con Franca carico di doni e di ogni sorta di giocattolo. "Vorrei avere la Banca d'Italia per accontentare tutti. Come si fa a fingere di non accorgersi, a rifiutarsi di dare?"


Riferimenti e bibliografie:

  • M. V., Nessuna rivalità tra me e la prima moglie di Totò, “Novella 2000”, n.18, 30 aprile 1967.
  • Arnaldo Geraldini in "L'Europeo" n.471, 24 ottobre 1954
  • «Corriere della Sera», ottobre 1954