Billi Riccardo

(Siena, 22 aprile 1906 – Roma, 15 aprile 1982) è stato un attore italiano.

Biografia

Dopo l'esordio, nel 1926, come dicitore alla Casina delle Rose di Roma, venne scritturato dalla Compagnia di operette di Lydia Johnson, in cui rimase fino al 1931, anno in cui entrò nella Compagnia Maresca, al fianco di Wanda Osiris. Successivamente passò dal varietà alla prosa e dalla commedia musicale (fu capocomico in una delle prime, Il vedovo allegro, 1937) alla rivista.

Entrato a far parte della Compagnia del teatro comico musicale di Radio Roma, partecipò a diversi programmi di rivista e varietà (Il bilione, 1947), conquistando una grande popolarità con la trasmissione radiofonica La bisarca (1948-51) di Garinei e Giovannini, dove interpretava il ruolo di Noè, successivamente portato nella rivista teatrale e nel film omonimi (1951).


Riccardo Billi viene dalla paziente « gavetta » dell’avanspettacolo; Mario Riva dalla falange dei «presentatori». Un bel giorno questi due s’incontrano, e la loro unione — che ricorda quella di certe sostanze chimiche ciascuna delle quali, per proprio conto, è abbastanza innocua, ma mescolata ad altre formano un composto esplosivo — fa deflagrare un clamoroso successo. Questo successo è La Bisarca, cui seguono Alta tensione e I fanatici. Ormai la « ditta » è affermata: la sua comicità vince di prepotenza, ed è infatti una comicità prepotente. Non c’è modo di resisterle: fate conto di giocare a poker con un avversario — anzi, due — che abbia costantemente in mano quattro assi. Billi è un parodista di prima forza: la sua imitazione di Anna Magnani ha fatto epoca. Riva è, pirandellianamente, uno, nessuno e centomila: le sue battute rapidissime hanno la persistenza e la suggestività del tam-tam nella foresta : come ne sentite i primi colpi, siete già disposti ad arrendervi; sapete che la vostra resa è inevitabile. In Billi e Riva c’è tutta Roma: la corrosività del Belli, la cordialità di Pascarella, l’ironia di Trilussa. Straordinariamente divertenti, con tutta l’aria di chi sa di esserlo e fa il possibile per non darlo a vedere: un’immodestia che abbassa gli occhi e arrossisce lievemente, come una signorina di famiglia (del secolo scorso). Una cosa è certa : che la loro è una comicità tutta godibile; quando avete finito di saziarvene, vi avvedete che della lauta imbandigione non è avanzata neppure una briciola.

Dino Falconi e Angelo Frattini



Fu proprio durante l'adattamento teatrale della rivista che conobbe Mario Riva, con il quale formò la coppia "Billi e Riva", una delle più longeve e acclamate della comicità nostrana, protagonista alla radio di trasmissioni di successo come Cappello a cilindro (1953), Il giringiro (nel 1953) e Serie d'oro (1954).

In teatro, con riviste come Alta tensione (1951-52), I fanatici (1952-53), Caccia al tesoro (1953-54) e Siamo tutti dottori (1954-55), e al cinema (dove Billi aveva debuttato già nel 1938 con L'ha fatto una signora di Mario Mattoli), in pellicole come Scuola elementare di Alberto Lattuada (1955), la coppia accumulò una serie continua di successi.

Il sodalizio artistico si interruppe per la riluttanza di Billi nei confronti del medium televisivo (dove aveva esordito con Riva in Un due tre, 1954). Billi tornò al teatro di rivista con la Osiris, e girò numerosi film commerciali, facendo del cinema la sua principale attività professionale.

Tornò in radio sporadicamente, per trasmissioni come Il fiore all'occhiello (nel 1958) e Caccia grossa (1965). Partecipò anche al Pinocchio televisivo di Comencini (1972), nei panni dell'Omino di burro, il conducente del carro che porta nel Paese dei balocchi. Si dedicò al teatro per ragazzi dal 1968 al 1975, portando in scena favole come Alì Babà, Cenerentola, Pollicino ed Il gatto con gli stivali.

Interpretò il ruolo del nonno di Pierino nei due film Pierino contro tutti (1981) e Pierino colpisce ancora (1982) diretti da Marino Girolami. Ed ha interpretato, ancora, un nonno anche nel suo ultimo ruolo cinematografico, nel film "W la foca", diretto da Nando Cicero, uscito nelle sale cinematografiche, un mese prima della sua scomparsa.

Massone, nel 1952 era membro effettivo della Loggia Honor n. 506, di Roma.



Billi e Riva: i personaggi

Caratteristiche fisiche e psicologiche

Billi e Riva 1954 LAmbedue intorno ai quarant’anni, portati male però. Abbondanti stempiature, adipe, stomaco dilatato, cellulite, rivelano una scarsissima attenzione alla cura del corpo e un amore incontrollato per farinacei e grassi. Gli sport praticati consistono nell’assistere alle partite agitando bandiere giallorosse o biancocelesti e urlando insulti all’arbitro; nel compilare le schedine del totocalcio al sabato mattina. Qualche calcio al pallone, finché regge il fiato, con i ragazzini che giocano per le strade. “Pennichella” pomeridiana. Scarsa cura anche nel vestiario, caratterizzato soprattutto dall’uso del calzino corto, accoppiato d’estate ai sandali con i buchi. Pancere d’inverno e “canotte” sotto camicie - maniche corte a quadrettini - d’estate. Abiti confezionati con stoffe di natura indefinibile, preferibilmente color nocciola o grigio stinto, pantaloni con borse ai ginocchi e sostenuti da bretelle. In estate quasi d’obbligo i pantaloncini corti. Invadenti, strafottenti, menefreghisti, prepotenti e maneschi con i più deboli, come i "regazzini", ossequiosi e riverenti con i superiori, la loro aggressività non li spinge mai all’urto frontale con il prossimo, fedeli sempre ad una vigliaccheria di fondo ammantata di: “volemose bbene”, “ma chi ce lo fa fà”, ecc... Gesticolazione sovrabbondante, con netta preferenza per il “fare le corna”.

Condizione sociale

Sottoborghesi romani, praticano mestieri che gravitano nell’ambito del sottobosco parastatale o comunale: uscieri, bidelli, scopini comunali, impiegati agli sportelli, sampietrini, pizzardoni; mestieri scelti anche per la possibilità di indossare una divisa. Escono dal loro letargo quando hanno la possibilità di esercitare malignamente una parvenza di potere, appellandosi a regolamenti e a tortuosità burocratiche. Fauna tipica delle borgate romane (Acqua Bulicante, Pietralata, Tiburtino) abitano in appartamenti troppo piccoli, affollati di poltrone letto ricoperte di cinz a fiori per ospitare tutti i figli, mogli, suoceri, cognati, zii, cugini, che convivono con loro. Apparecchio radio e televisore ricoperti di soprammobili di vetro e di peluche. Bambola blu troneggiante sul letto.

Cultura

Scuole dell’obbligo e rammarico per essere rimasti gli unici italiani a non poter essere chiamati dottori. Le loro letture si limitano al “Corriere dello Sport”, a "Il Tempo” quotidiano, agli ebdomadari di barzellette scollacciate, dal “Calandrino" alla “Mezz’ora”. Amano Claudio Villa, soprattutto quando canta gli stornelli romaneschi, le trasmissioni radiofoniche a carattere regionale, simpatizzano per Corrado. I luoghi di ritrovo e di cultura favoriti sono sempre legati al cibo: le trattorie fuori porta (Carbonare, amatriciane, spaghetti alla puttanesca, abbacchi, porchette, fojette di vino dei Castelli) le spiagge di Ostia (con ineluttabili merende a base di melanzane ripiene e di cocomeri), e, occasione sublime, la “Festa de Noantri” (con le rituali lumache in umido).

Osservazioni

“Romani de Roma”, i personaggi creati da Billi e Riva s’impongono come una summa dei difetti romani (e nazionali) portati, con un impegno che rasenta un becero patriottismo, a livelli quasi sublimi.

Tipica coppia d’avanspettacolo (alla Vanni e Romigioli) trasportata di peso nella "rivista grande” (attraverso la scorciatoia della radio), inizialmente il duo si presentava composto da una spalla-presentatore, Riva, e da un comico, Billi (autentico "animale” d’avanspettacolo, con falsetti sguaiati, eccessi plebei, quasi imbarazzanti nella cornice della rivista di "lusso”). Ma i loro ruoli erano parificati e complementari. In seguito, .anzi, mentre Billi rimaneva prigioniero degli stereotipi del comico di rivista, Riva, guidato dai fatidici Garinei e Giovannini, seppe rinnovarsi, adeguandosi alla svolta della cultura di massa, rappresentata dalla televisione: seppe così trasformare la violenza e la cattiveria originarie del personaggio nella bonomia tartufesca da amico-di-famiglia. Ma l’importanza di Billi e Riva sta nella loro qualità di archetipi del filone d’oro del cinema italiano: la “commedia all’italiana”, l’epopea antropologica degli usi e costumi dell’italiano medio, impersonato dai vari Gassman, Sordi, Tognazzi, Vitti, Manfredi, giù giù fino a Lando Buzzanca.


Filmografia

Riccardo Billi nel film Arrivano i nostri
L'ha fatto una signora, regia di Mario Mattoli (1938)
Fanfulla da Lodi, regia di Giulio Antamoro e Carlo Duse (1940)
Miseria e nobiltà, regia di Corrado D'Errico (1940)
Gian Burrasca, regia di Sergio Tofano (1943)
Il cappello da prete, regia di Ferdinando Maria Poggioli (1944)
Le avventure di Pinocchio, regia di Giannetto Guardone (1947)
Se fossi deputato, regia di Giorgio Simonelli (1949)
Ho sognato il paradiso, regia di Giorgio Pastina (1949)
Una voce nel tuo cuore, regia di Alberto D'Aversa (1949)
Adamo ed Eva, regia di Mario Mattoli (1949)
Margherita da Cortona, regia di Mario Bonnard (1950)
Tototarzan, regia di Mario Mattoli (1950)
47 morto che parla, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1950)
I cadetti di Guascogna, regia di Mario Mattoli (1950)
La bisarca, regia di Giorgio Simonelli (1950)
Totò sceicco, regia di Mario Mattoli (1950)
Ha fatto 13, regia di Carlo Manzoni (1951)
Vendetta... sarda, regia di Mario Mattoli (1951)
Porca miseria!, regia di Giorgio Bianchi (1951)
Il padrone del vapore, regia di Mario Mattoli (1951)
Arrivano i nostri, regia di Mario Mattoli (1951)
Anema e core, regia di Mario Mattoli (1951)
Accidenti alle tasse!!, regia di Mario Mattoli (1951)
Giovinezza, regia di Giorgio Pastina (1952)
Bellezze in motoscooter, regia di Carlo Campogalliani (1952)
Abracadabra, regia di Max Neufeld (1952)
Siamo tutti milanesi, regia di Mario Landi (1953)
Anni facili, regia di Luigi Zampa (1953)
Il paese dei campanelli, regia di Jean Boyer (1954)
Tripoli, bel suol d'amore, regia di Ferruccio Cerio (1954)
Ridere! Ridere! Ridere!, regia di Edoardo Anton (1954)
Accadde al commissariato, regia di Giorgio Simonelli (1954)
Scuola elementare, regia di Alberto Lattuada (1954)
Rosso e nero, regia di Domenico Paolella (1955)
Motivo in maschera, regia di Stefano Canzio (1955)
La moglie è uguale per tutti, regia di Giorgio Simonelli (1955)
Io piaccio, regia di Giorgio Bianchi (1955)
Il campanile d'oro, regia di Giorgio Simonelli (1955)
Accadde al penitenziario, regia di Giorgio Bianchi (1955)
Mi permette, babbo!, regia di Mario Bonnard (1956)
I giorni più belli, regia di Mario Mattoli (1956)
Ho amato una diva, regia di Luigi Latini De Marchi (1957)
Gente felice, regia di Mino Loy (1957)
A sud niente di nuovo, regia di Giorgio Simonelli (1957)
Arrivano i dollari!, regia di Mario Costa (1957)
Serenate per 16 bionde, regia di Marino Girolami (1957)
Ricordati di Napoli, regia di Pino Mercanti (1958)
Mia nonna poliziotto, regia di Steno (1958)
Marinai, donne e guai, regia di Giorgio Simonelli]] (1958)
Un mandarino per Teo, regia di Mario Mattoli (1960)
Madri pericolose, regia di Domenico Paolella (1960)
Il terrore della maschera rossa, regia di Luigi Capuano (1960)
Walter e i suoi cugini, regia di Marino Girolami (1961)
Pastasciutta nel deserto, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1961)
Le magnifiche 7, regia di Marino Girolami (1961)
Bellezze sulla spiaggia, regia di Romolo Guerrieri (1961)
Twist, lolite e vitelloni, regia di Marino Girolami (1962)
Lo smemorato di Collegno, regia di Sergio Corbucci (1962)
Il mio amico Benito, regia di Giorgio Bianchi (1962)
Due samurai per cento geishe, regia di Giorgio Simonelli (1962)
Canzoni a tempo di twist, regia di Stefano Canzio (1962)
L'assassino si chiama Pompeo, regia di Marino Girolami (1962)
Peccati d'estate, regia di Gino Brosio, Giorgio Bianchi (1962)
Gli onorevoli, regia di Sergio Corbucci (1963)
Avventura al motel, regia di Renato Polselli (1963)
Follie d'estate, regia di Carlo Infascelli, Edoardo Anton (1963)
La pantera rosa, (The Pink Panther) regia di Blake Edwards (1963)
La vedovella, regia di Silvio Siano (1964)
I marziani hanno 12 mani, regia di Castellano e Pipolo (1964)
Le motorizzate, regia di Marino Girolami (1964)
7 monaci d'oro, regia di Moraldo Rossi (1966)
L'immorale, regia di Pietro Germi (1967)
La cosa buffa, regia di Aldo Lado (1972)
Per amore di Poppea, regia di Mariano Laurenti (1977)
Primo amore, regia di Dino Risi (1978)
Belli e brutti ridono tutti, regia di Domenico Paolella (1979)
Uno contro l'altro, praticamente amici, regia di Bruno Corbucci (1980)
Pierino contro tutti, regia di Marino Girolami (1981)
Casta e pura, regia di Salvatore Samperi (1981)
Il marchese del Grillo, regia di Mario Monicelli (1981)
Pierino colpisce ancora, regia di Marino Girolami (1982)
W la foca, regia di Nando Cicero (1982)


Riferimenti e bibliografie:

  • "Guida alla rivista e all'operetta" (Dino Falconi - Angelo Frattini), Casa Editrice Accademia, 1953
  • "Sentimental, la rivista delle riviste", Rita Cirio e Pietro Favari, Bompiani, Milano, 1975