Focas Flavio Angelo Ducas Comneno de Curtis di Bisanzio Gagliardi Liliana (de Curtis Liliana)

Figlia naturale di Antonio De Curtis (Totò)

008-Liliana 1952

10 maggio 1933

Nasce a Roma alle ore 21 presso l'Hotel Ginevra in Via della Vite, per l'atavica paura degli ospedali da parte di Totò, dall'unione tra Antonio De Curtis e Diana Bandini Rogliani. Viene battezzata col nome di Liliana in ricordo della donna che trovò la morte suicida per amore di Totò, Liliana Castagnola.

1940

Prima esperienza come attrice. E' presente infatti, nel film "San Giovanni decollato" di Amleto Palermi, dove recita in una scena in un breve dialogo col padre.


1940 10 26 Film San Giovanni decollato

La figlia di Totò si chiama Liliana, ha sette anni. Non farà l'attrice, dice Totò con fermezza.

Ma questa bambina ha la forza innocente della natura: ha provato per ischerzo una scena con il padre durante una pausa e subito Amleto Palermi ha inventato un episodio nel «San Giovanni decollato », per utilizzare lo straordinario candore di Liliana che recita senza accorgersene. Totò genitore si è opposto, ma Liborio Capitani, con le sue celebri amichevoli manate sulle spalle, è riuscito a convincere Totò che non era il caso di essere intransigenti: con gli occhi socchiusi il noto produttore aveva già intravisto, mediante la complicità di Amleto Palermi, un film imperniato su Totò e sua figlia. Crediamo che nel 1941 questo potrà rappresentare, nel film comico italiano, una delle novità più interessanti.

Liliana Toto 1940

Abbiamo intervistato di nascosto Liliana e riproduciamo qui integralmente e risposte:

Domanda: — Che effetto ti fa tuo pare, quando recita?
Risposta : — Nessuna. E' sempre così.

Chi scrive ha visto Totò nella vita privata. La figlia lo segue come un'ombra. Egli s'interrompe a mezzo di un ragionamento e con una carezza, un una smorfia, dimostra alla figlia la sua presenza. Egli parla in fondo per lei, che è la sua interlocutrice ideale. Liliana ascolta come fosse sempre in teatro, tanto che gli ospiti in casa De Curtis assumono davanti occhi di questa bambina dal delicato pallore l'aspetto dei personaggi di una commedia. Il teatro continua tra le pareti domestiche con un processo di semplificazione tutta infantile: per questo, di fronte alla macchina da presa, Liliana non ha fatto altro che proseguire con il tono della sua malizia meridionale i discorsi famigliari.

Domanda : — Farai l'attrice?
Risposta: — Non lo so.

Noi crediamo di si. Liliana non ha niente della bambina prodigio, esco dall'inquadratura come da una camera di casa sua, e si siede su una sedia a contemplare la ripresa successiva senza meravigliarsi. Vive nel teatro, ripetiamo, senza accorgersene. Così non vi sono mai nei suoi gesti gli esibizionismi leziosi dei bambini troppo bravi; quel guardarsi intorno con l'avida ricerca dei consensi che già misura il carattere anche la sera di Natale per la dizione della poesia imparata a scuola.

Domanda: — Ti piace più il teatro o il cinematografo?
Risposta: — Topolino.

La figlia di Totò non poteva rispondere diversamente. Suo padre è vicino ai cartoni animati più di qualunque altro comico moderno. Il volto paterno ha una mobilità seguibile soltanto con la matita: si dilata, si accorcia, si sposta, come «Braccio di ferro»; e il corpo con la giacca a coda ricorda i pinguini di Disney.

Con lo braccia rattrappite, il collo in avanti, la camminata lunga, Totò è un pinguino. Forse sua figlia se lo sogna cosi, in mezzo a blù gialli rosa bianchi, con l'aurora boreale per aureola, e orsi bianchi a pallini rossi che lo inseguono in una grande distesa di ghiaccio che si scioglie come un gelato.

C. D’Antoni, «Film», 26 ottobre 1940


24 giugno 1951

La Signorina Liliana De Curtis, figlia di Totò, è nata a Roma, esattamente tre anni prima che il padre si presentasse al pubblico come artista cinematografico, nel film «Fermo con le mani» di Giannini, in cui si rivelò uno dei nostri migliori comici. Per chi non ricordasse questo film, aggiungeremo che la signorina Liliana frequentava, l’anno scorso, la terza liceale al Collegio dell’Assunzione di Roma; quindi ha poco più di diciotto anni.Leggermente bionda, alta quanto il padre, occhi castani, molto snella, Liliana somiglia molto al principe De Curtis, da cui ha ereditato il sottile senso dell’humor. Non si pensi però che sia per questo una ragazza bizzarra. Tutt'altro, Liliana De Curtis è invece molto semplice e conduce una vita da vera figlia di famiglia: accudisce cioè alla casa, per la quale ha molto amore, spera di incontrare un uomo che la capisca e intende avere molti bambini. L’unica cosa per cui non ha mai avuto eccessivo entusiasmo è lo studio: giunta infatti alla vigilia degli esami che le dovevano aprire le porte dell’Università, non ha più voluto sentir parlare nè di Plutarco nè di Cicerone e ha messo i libri di testo in disparte. «Per non perdere del tutto la pazienza », ha dichiarato, « visto che, di pazienza, ne occorre tanta durante la vita ». In compenso ha imparato a cucinare alla perfezione e si permette spesso di preparare qualche piatto succulento che Totò gradisce immensamente. Liliana non ha fratelli, ma sarebbe molto contenta di averne uno maggiore, dato che papà è sempre impegnato col lavoro e non può farle troppa compagnia. Liliana è il primo pensiero del principe De Curtis; ma non per questo ne approfitta. Al contrario, ha moltissima soggezione del padre, di cui è anche la più ardente ammiratrice. Va spesso al cinema e legge molto, qualche volta va anche a teatro, ma non intende fare assolutamente nè l’ uno nè l’ altro. Circa il suo avvenire Totò non ha pensieri; sa che sarà una di quelle donne che avranno grande cura dei figli e del marito; preferirebbe soltanto averla sempre accanto a sè, «affabile e bambina», come egli la chiama.

(Settimanale «Oggi» del 21 dicembre 1950)


Convola a nozze, presso la Basilica di San Francesco ad Assisi, con il produttore cinematografico Gianni Buffardi, figliastro del regista Carlo Ludovico Bragalia. Totò era contrario al matrimonio della figlia Liliana, alla quale firmò comunque il consenso essendo minorenne, con Gianni Buffardi, figliastro del regista Carlo Ludovico Bragaglia, poiché non ne nutriva stima per la sua immatura ed irresponsabile condotta di vita e non sbagliò il giudizio poiché presto si separarono.
Gianni Buffardi morì all’età di 49 anni in seguito alla leptospirosi contratta dopo aver fatto un bagno nel Tevere. Nel tempo Totò conservò un acceso astio nei riguardi del suo patrigno Carlo Ludovico Bragaglia che riteneva in un certo modo responsabile del matrimonio della moglie Diana con l’avvocato Michele Tufaroli, conosciuto in un periodo precedente nella sua casa a Capri.

 

Fotocronaca del matrimonio


5 luglio 1952

Alle ore 21,15 nasce in una clinica romana il primogenito Antonio (Antonello) Salvatore Buffardi.

 


Il destino, o per lo meno quella parte di destino che è sempre stata legata al nome di ogni uomo, per Antonio Salvatore Buffardi, figlio dell'industriale Gianni Buffardi e della principessa Liliana de Curtis, nato in una clinica romana alle ore 21,15 del 5 luglio 1952, era già segnato fin da una mattina d'estate del 1949. Quella mattina, Gianni Buffardi, allora diciottenne, dopo avere studiato per un'ora l'effetto combinato d'un paio di pantaloni color zabaione e di una camicia color blu-notte, che quello era l'abbigliamento più adatto per andare alla villa caprese del prorpio padrigno Carlo Ludovico Bragaglia, fino alla villa del principe attore Antonio de Curtis, giù alla Marina Piccola, per chiedergli ufficialmente la mano della sua quindicenne figlia Liliana. I due ragazzi amoreggiavano già da due anni, un amore alla Giulietta e Romeo, tutto alla base di serenate e sospiri, secondo una tecnica superatissima, ma efficacissima per Liliana. [...]

("L' Europeo" n. 32 del 30 luglio 1952)


1954

Partecipa al film "Orient Express", seconda e ultima partecipazione cinematografica. Con la regia del suocero Carlo Ludovico Bragaglia, la trama del film racconta che il  favoloso treno Orient Express deve fermarsi in una stazioncina di montagna per un guasto. Una bella contadinella, affascinata, lo visita e conosce un affascinante giornalista, poi, credendo che si tratti d'un ladro ricercato dalla polizia, lo sequestra per sottrarlo alla caccia. Chiarito l'equivoco i due si sposeranno.


1955

Nasce la figlia secondogenita Diana Buffardi.


1964

Liliana si separa e divorzia dal primo marito Gianni Buffardi. Quattro anni dopo si trasferisce a Johannesburg (Sudafrica) col nuovo compagno e futuro marito Sergio Anticoli.


2007

Ha interpretato se stessa commentando in voce la trasmissione televisiva Siamo Stati Uniti


6 dicembre 2011

Dopo una lunga malattia muore la figlia Diana; le sue ceneri riposano nel Cimitero di Santa Maria del Pianto, lo stesso dov'è tumulato il nonno.


21 settembre 2013

Partecipa alla Festa di San Gennaro organizzata a Napoli, dove viene ospitata insieme a Mario Trevi, Clementino, Sal Da Vinci e Maria Mazza, ricevendo un premio alla carriera


Collaborazioni 

In teatro ha collaborato con l'autore-attore Antonino Miele, con cui ha recitato negli spettacoli Pardon Monsieur Totò (a fianco anche di Vito Cesaro) e Totò dietro le Quinte (per la regia di Mario Di Gilio). Con lo stesso Miele e con Matilde Amorosi ha scritto il libro Ogni limite ha una pazienza, pubblicato da Rizzoli Editore e dedicato a Totò. È spesso ospite per televisione, in trasmissioni rievocative della figura di suo padre, del quale promuove il ricordo con manifestazioni in diverse località d'Italia.

Opere letterarie

Liliana De Curtis, Matilde Amorosi, Totò a prescindere, Arnoldo Mondadori Editore, 1992, ISBN 8804357487
Totò, Matilde Amorosi, Alessandro Ferraù, Liliana De Curtis, Siamo uomini o caporali? - Diario semiserio di Antonio de Curtis, Newton Compton, 1993, ISBN 8879832786
Liliana De Curtis, Matilde Amorosi, Malafemmena, Mondadori, 2009, ISBN 8804584521
Liliana De Curtis, Antonino Miele, Matilde Amorosi, Ogni limite ha una pazienza, Rizzoli Editore
Salvatore Cianciabella (prefazione di Philip Zimbardo, nota introduttiva di Liliana De Curtis e collaborazione di Piero Bocchiaro). Siamo uomini e caporali. Psicologia della dis-obbedienza. Cammarata (AG), Philip G. Zimbardo Fund, 2012. ISBN 978-88-907081-4-5.


Così la stampa dell'epoca


1959 08 16 Sorrisi e Canzoni TV intro

Liliana de Curtis e la madre (che fu la prima moglie del grande comico recentemente scomparso) non avevano mai fatto confidenze sulla vita privata dell’attore, per non offenderne la suscettibilità. Da questa commossa rievocazione, Totò rivive negli aspetti più sconcertanti del suo carattere.

Ezio Saini, «Oggi», anno XXIII, n.20, 18 maggio 1967


1987-04-Gente

«Quando avevo sei anni», racconta Liliana, che sta scrivendo una biografia del celebre attore scomparso nel 1967 «papà mi regalò un cestino di ciliegie, lo le mangiai con tanta avidità che feci indigestione» - «Per il rimorso di essere stato lui la causa del mio malessere voleva uccidersi» - «Era un uomo terribilmente emotivo: si agitava tantissimo anche per i motivi più banali»

Matilde Amorosi, «Gente», anno XXXI, n.13, 13 aprile 1987


1990 10 26 Europeo Libro Liliana intro

Un capitolo di «Totò mio padre», di Liliana de Curtis. Il principe della risata era certo un «uomo di mondo», ma conservava superstizioni e piccole manie...

Marco Giusti - Liliana de Curtis, «L'Europeo» n.43, 26 ottobre 1990


Tutti insieme appassionatamente
nel ricordo del principe della risata

Snobbato in vita, e poi clamorosamente rivalutato dopo la morte. Totò appartiene oggi di diritto al grande patrimonio artistico italiano.

Daniela Glannantonio ed Elena Mora, Foto A. Colangeli, A. Bruno, A. Rinelli, Equipe Reporter, «Sorrisi e Canzoni TV», 1991


1993 02 01 Gente Liliana de Curtis intro

La nostra serie di articoli in cui parlano le persone che sostengono di comunicare con l’Aldilà viene seguita con grandissimo interesse oramai da diverse settimane - In questo numero una testimonianza veramente eccezionale: quella di Liliana De Curtis, la figlia di Totò, il grande attore napoletano scomparso venticinque anni fa.

Matilde Amorosi, «Gente», anno XXXVII, n. 5, 25 gennaio 1993 e n. 6, 1 febbraio 1993


1995-09-08-Il-Venerdi-di-Repubblica

Superstizioso, igienista, generoso all’eccesso. La figlia unica e amatissima del grande comico napoletano racconta la sua vita accanto al padre. E fra ricordi, battute e gratificazioni, un'amarezza: la pellicola che nessuno vuole realizzare.

Francesca Alliata Bronner, «Il Venerdì di Repubblica», n. 393, 8 settembre 1995


Fotocronologia di Liliana De Curtis



Riferimenti e bibliografie:

  • C. D’Antoni, «Film», 26 ottobre 1940
  • Archivio Famiglia Clemente