Scicluna Sorge Annibale

Annibale Scicluna

Ma come! Una guardia, un rappresentarne dello stato, messo sullo stesso piano di un ladruncolo!

Annibale Scicluna Sorge, 1951. A proposito del film "Guardie e ladri"

(La Valletta, 28 agosto 1908[1] – Roma, 1978[2]) è stato un funzionario e giornalista italiano, particolarmente attivo nel periodo fascista e post-fascista nell'ambito della censura in Italia.

Biografia

Nato a La Valletta da Carmelo e Giuseppina Sorge,[1] nipote di Hannibal Scicluna[3] e fervente nazionalista, si laurea a Malta dove inizia il proprio attivismo politico presso la Regia Deputazione per la Storia locale (poi disciolta nel 1943)[4] e in particolare presso il Partito nazionalista maltese, conoscendo il fondatore Enrico Mizzi (poi anche presidente della Società Dante Alighieri con cui Scicluna Sorge pubblicherà), scrivendo e cercando finanziamenti pubblicitari da produttori di film italiani per l'organo di stampa del partito, il Malta.[5][6]

Si trasferisce in Italia, e negli anni 1930 pubblica alcuni saggi storico/politici di stampo nazionalista, in particolare i volumi Italianità di Malta (Società Dante Alighieri, 1930), In difesa della civiltà italiana a Malta (Giusti, 1931) e Malta: visione storica, sintesi politica (Giusti, 1932). Il libro del 1931, In difesa della civiltà italiana a Malta, è una raccolta di articoli del "Malta" scritti da Giuseppe Donati.[7]

Tra il 1932 e il 1935 è assistente alla cattedra di Storia dei trattati all'Università di Roma.[1]

Tra la fine degli anni 1920 e i primi anni 1940, scrive articoli politici tra gli altri per: l'"Archivio Storico di Malta" (ASM).[8], "Il Giornale di Politica e di Letteratura", "Mediterranea: rivista mensile di cultura e di problemi isolani", "Rassegna Italiana politica, letteraria ed artistica" e per le "Pagine della Dante". Collabora inoltre con Il Popolo d'Italia, quotidiano diretto da Benito Mussolini,[9] e con Il Giornale d'Italia.[10]



Fascista convinto, dal 1933 e durante tutta la dittatura ricopre importanti incarichi nel Ministero per la Stampa e la Propaganda e nel Minculpop.[11][7] Con Gastone Silvano Spinetti, viene assunto nel dicastero dal capo ufficio stampa del Duce Gaetano Polverelli, con lo scopo di "mettere in atto forme di propaganda in favore del governo fascista".[12]

Nel 1938, mentre è capo divisione del Minculpop e diretto superiore di Indro Montanelli, il giornalista gli riferisce di una conversazione avuta con Luigi Salvini, nel quale Salvini avrebbe definito Scicluna Sorge una persona poco leale al regime, affermazione a cui segue un'inchiesta nella quale Salvini e Montanelli chiariscono la vicenda come un "equivoco".[13][14]

Il 25 luglio 1943 è vicesegretario del ministero degli Esteri, mentre tra il 1943 e il 1947 - mantenendo un profilo basso durante la caduta del regime fascista - è addetto stampa alla legazione d'Italia a Berna,[2] dove pubblica nel 1945 il libro fotografico in 550 copie Walter Lick: sculpteur, dedicato allo scultore svizzero Walter Lick. Finita la guerra, è poi traduttore del libro La menzogna di Ulisse di Jean Giono, edito da Mondadori nel 1947.


Alla xv Mostra del Cinema di Venezia, il film Senso non ottiene nessun premio. Neanche uno. Tutti quelli che lo hanno visto e applaudito, i giornalisti, il pubblico, insorgono. Si incomincia a parlare di complotto. A sussurrare che la giuria è stata comprata. Infatti Piero Regnoli, critico dell’ “Osservatore Romano” dirà:

La Democrazia Cristiana mi inviò a Venezia come giurato per impedire la vittoria di Senso e per favorire quella di Giulietta e Romeo di Castellani. Quando feci resistenza, mandarono di nascosto Scicluna Sorge...

Annibale Scicluna Sorge era un tipino da non prendere alla leggera: era stato uno dei capi del Ministero per la Stampa e la Propaganda e capo divisione del MinCulPop. Dopo la guerra si era riciclato come una salamandra, era diventato democristiano fervente ed era stato fatto Presidente della Prima Commissione Censura del Ministero del turismo e dello spettacolo.

Era, insomma, il censore massimo. In poche parole, Regnoli confessa che Scicluna Sorge aveva pagato tutti gli altri membri della giuria perché non votassero Senso.


Nel dopoguerra, dopo il periodo svizzero e nonostante l'avvento della repubblica, Scicluna Sorge torna a lavorare nelle istituzioni con importanti ruoli nell'ambito delle commissioni ministeriali per la censura cinematografica. Nel dicembre 1949 viene promulgata la legge 959/1949 riguardante il cinema, che per quanto concerneva la censura manteneva sostanzialmente in vigore la vecchia normativa del 1923.[9] Alla guida delle commissioni assurgono esponenti dei precedenti ministeri fascisti: Nicola De Pirro, direttore generale, Giani De Tomasi e lo stesso Scicluna Sorge.[9] Scicluna Sorge diventa poi Ispettore generale[1] e quindi presidente della Prima commissione di revisione, lavorando presso la commissione censura del Ministero del turismo e dello spettacolo sino agli anni 1960.[15] In queste vesti si trova a censurare numerosi film del neorealismo italiano, tra i quali Guardie e ladri di Mario Monicelli e Steno (con Totò e Aldo Fabrizi),[16] Anni facili di Luigi Zampa e Vitaliano Brancati (con Nino Taranto),[17] Totò cerca pace,[18] Un turco napoletano di Mario Mattoli (con Totò)[19] e vari altri. Compare anche più volte alla Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.[20] In occasione della proiezione di Senso di Luchino Visconti, non premiato alla manifestazione, è accusato da Piero Regnoli di aver fatto pressioni sulla giuria per scopi politici.[21]


Per essere precisi, questa libertà senza condizionamenti è cominciata nel ’45, ma era già un ricordo alla metà del ’47, quando Sceiba è diventato ministro dell'Interno. Prima che venisse creato il ministero dello Spettacolo, la delega allo spettacolo era affidata al sottosegretario alla Presidenza del consiglio, che allora era Andreotti: si ricorda ancora la sua frase «I panni sporchi si lavano in casa» riferita a "Ladri di biciclette".

Fu istituita la Commissione censura, cui venivano date in lettura preventiva le sceneggiature. Per anni spadroneggiò
Annibaie Scicluna Sorge, che era arrivato in Italia nel 1943 per dare l’adesione di Malta al fascismo... Con l’arroganza del burocrate inamovibile, pose veti e tagliò scene che a suo parere risultavano inammissibili. I membri della commissione erano stati travasati tutti dai quadri fascisti. Come i funzionari del ministero dello Spettacolo sorto in seguito, che era a tutti gli effetti il Minculpop con un nuovo nome.

Personalmente ebbi grandi rogne solo con "Totò e Carolina", che subì oltre trenta tagli, fu maciullato e uscì nelle sale con due anni di ritardo. Per il resto ricordo una convocazione di Scicluna Sorge per "Guardie e ladri" e l’incontro con Andreotti per "La grande guerra". La fortuna di fare film allora considerati di terz’ordine garanti a noi della commedia una certa libertà.

Mario Monicelli


Nel 1960 il suo nome è tra i candidati alla presidenza del Centro sperimentale di cinematografia, in sostituzione del dimissionario Michele Lacalamita.[22][23]


La prima Commissione di Revisione, da me presieduta, ha espresso parere contrario alla proiezione in pubblico del film Terzo sesso. Trattasi, come si evince dal titolo, di un film (tedesco) sul problema degli omosessuali e sull’attrazione esercitata su ceni giovani di oggi da quel mondo torbido mascherato per lo più da equivoci richiami para-culturali. L’aspra crudezza rappresentativa del film non esclude però la presenza di elementi didascalici indicativi e preventivi soprattutto per il mondo dei genitori. Si tratta però di una formula narrativa che seppur consona all’ambiente e alla mentalità germanica e nordica più aperta e spregiudicata in materia, appare del tutto sconsigliabile per il nostro pubblico, data la eccessiva libertà del linguaggio e data la fredda e documentata presentazione di ambienti torbidi e malsani (loculi per omosessuali e luoghi privati di allettamento, di ritrovo e di incitamento alla pratica del terzo sesso), con chiari accenni alla colleganza internazionale, all’omertà e alla solidarietà dei suddetti ambienti. All’unanimità, la Commissione ha ritenuto di esprimere sul film parere nettamente contrario alla proiezione in pubblico. Fa inoltre presente che al fine di poter rendere accettabile la pellicola sono state apportate modifiche sostanziali. In particolare è stato cambiato il titolo con uno di minore shock; è stata tolta completamente tutta la parte che riguardava la corruzione della ragazza, è stato cambiato il finale, facendo sposare i due giovani ed assolvendo la madre al fine di moralizzare l’intera vicenda. Sono state tolte tutte le frasi che in qualche modo potevano offendere la pubblica morale.

Annibale Scicluna Sorge, giudizio della Commissione in prima revisione sul film "Terzo sesso", 1959


Nelle sue funzioni, prima come funzionario di propaganda e poi come censore, si trovò a sostenere opinioni antisemite, razziste[24] e omofobe.[25] È morto a Roma nel 1978.



Pubblicazioni

Saggi

Annibale Scicluna Sorge, Italianità di Malta, Roma, Dante Alighieri, 1930
Annibale Scicluna Sorge, In difesa della civiltà italiana a Malta, Livorno, R. Giusti, 1931
Annibale Scicluna Sorge, Malta: visione storica, sintesi politica, Livorno, R. Giusti, 1932
Annibale Scicluna Sorge, La civiltà italiana di Malta, Roma, Dante Alighieri, 1940
Annibale Scicluna Sorge, Walter Lick: sculpteur, Berna, Hueber, 1945

Articoli

Annibale Scicluna Sorge, I moti maltesi del 7-9 giugno 1919, Valletta, Tip. del Malta, 1929 (in Malta)
Annibale Scicluna Sorge, Una progettata divisione della lingua d'Italia, Livorno, R. Giusti, 1930 (in Archivio Storico di Malta)
Annibale Scicluna Sorge, Il travaglio politico e spirituale di Malta, G Ledda, 1933 (in Mediterranea)
Annibale Scicluna Sorge, Un italiano del Seicento Gran Maestro dell'Ordine di Malta, G. Ledda, 1933 (in Mediterranea)
Annibale Scicluna Sorge, Malta sotto il dominio britannico, Grottaferrata, Scuola tip. Italo-orientale "S. Nilo", 1934 (in Il Giornale di politica e di letteratura)
Annibale Scicluna Sorge, Progetti e glorie guerriere dei Cavalieri di Malta all'indomani dell'assedio di Vienna (sec. 17.), Roma, Rassegna Italiana, 1934 (in Rassegna Italiana politica, letteraria ed artistica)

Bibliografia

Gennaro Vaccaro, Panorama biografico degli italiani d'oggi, Curcio, 1956

Note

  1. ^ Salta a:a b c d Gennaro Vaccaro, Panorama biografico degli italiani d'oggi, Curcio, 1956. P. 1414
  2. ^ Salta a:a b Renata Broggini, Passaggio in Svizzera, Feltrinelli, 2007. P. 231
  3. ^ Simon Mercieca, Two Anti-Fascists in Malta: their story, independent.com.mt, 10 ottobre 2016
  4. ^ Pietro Ardizzone, Studi maltesi, Intratex, 2011
  5. ^ Joseph M. Pirotta, Fortress Colony: 1945-1954, Studia Editions, 1987. P. 108/109
  6. ^ Joseph M. Pirotta, Nerik Mizzi; Il-Verdett tal-Istorja, Stamperija Independenza, Malta, 1995
  7. ^ Salta a:a b Giorgio Peresso, Giuseppe Donati – the man who made world headlines for one day, The Times of Malta, 14 agosto 2011
  8. ^ Archivio Storico di Malta
  9. ^ Salta a:a b c Massimo Giraldi, Censura di Stato e valutazioni pastorali: una storia parallela, CineCensura
  10. ^ Il Giornale d'Italia, 2 ottobre 1940
  11. ^ Aa. Vv., Annali della Fondazione Ugo La Malfa XXIV-2009: Storia e Politica, Gangemi Editore, 2010, ISBN 9788849218954, p. 250
  12. ^ Benedetta Garzelli, Fascismo e propaganda all’estero: le origini della Direzione Generale per la propaganda (1933-1934), in “Studi Storici”, 2/43 (2002), p. 508–509
  13. ^ "il 27 luglio sera il dott. Indro Montanelli affermando di adempiere a un dovere di amicizia, informava il capo divisione Annibale Scicluna Sorge, funzionario di gabinetto di codesto ministero, che il prof. Luigi Salvini nel corso di una conversazione aveva affermato [...]", in: Nuova Storia Contemporanea, Volume 8, Luni editrice, 2004. P. 75
  14. ^ Sandro Gerbi, Raffaele Liucci, Indro Montanelli: Una biografia (1909-2001), Hoepli, 2014
  15. ^ Lettera del gennaio 1960 al sottosegretario di stato Domenico Magrì
  16. ^ Mario Monicelli, L'arte della commedia, Dedalo, 1986. ISBN 8822045203
  17. ^ Mino Argentieri, La censura nel cinema italiano, Editori Riuniti, 1974. P. 112
  18. ^ ItaliaTaglia, Totò cerca pace
  19. ^ Ernesto Capasso, I 60 anni del 'turco napoletano'; quando Totò era vietato ai minoriLa Repubblica, 4 settembre 2013
  20. ^ Labiennale.org, Annibale Scicluna Sorge
  21. ^ "la D.C. mi inviava a Venezia per impedire la premiazione di Senso e per favorire quella di Giulietta e Romeo. Quando feci resistenza, mandarono di nascosto Scicluna Sorge il quale [operò] per intervenire presso gli altri membri della giuria che poi, a mia insaputa, furono in gran parte comprati. E difatti Senso non fu premiato", in: Franca Faldini, Goffredo Fofi, L'avventurosa storia del cinema italiano, Feltrinelli, 1979. P. 332
  22. ^ Mino Argentieri, Il censore Scicluna Sorge al Centro sperimentale Archiviato l'11 marzo 2016 in Internet Archive.L'Unità, 6 gennaio 1960. P. 7
  23. ^ Tullio Kezich, Primavera a Cinecittà, Bulzoni, 1999. P. 69
  24. ^ "[Tommaso Marinetti] difese l'arte moderna dall'accusa di ebraismo e di bolscevismo cercando di dimostrare che alle origini di tale arte [...] vi era il sigillo della più pura, geniale e dinamica italianità razziale" in: Mario Avagliano, Marco Palmieri, Di pura razza italiana, Baldini & Castoldi, 2013. ISBN 9788868656218
  25. ^ "[il film Terzo sesso utilizza] una formula narrativa [...] del tutto sconsigliabile per il nostro pubblico, data la eccessiva libertà del linguaggio e data la fredda e documentata presentazione di ambienti torbidi e malsani (locali per omosessuali e luoghi privati di allettamento, di ritrovo e di incitamento alla pratica del terzo sesso)" in: Roberto Curti, Alessio Di Rocco, Visioni proibite: I film vietati dalla censura italiana (1947-1968), Lindau, ISBN 9788867082612, 2014

Riferimenti e bibliografie:

  • "Il grande Gualino: Vita e avventure di un uomo del Novecento" - Giorgio Caponetti - UTET 2018
  • "La commedia umana" - Monicelli Mario - Il Saggiatore, 2016
  • "Visioni proibite: I film vietati dalla censura italiana (1947-1968)" - Roberto Curti, Alessio Di Rocco - Lindau, 2014