Il teatro è diverso dal cinema. Quando lavoro in teatro sono eccitato, inebriato. Il calore del pubblico, la comunicazione col pubblico: si diventa una sola cosa col pubblico. Quando facevo teatro volevo molta luce, perché mi piaceva vedere la sala, vedere che il pubblico, la maggioranza del pubblico, faceva le facce secondo la faccia che facevo io.

Teatro 2

I testimoni dei più antichi spettacoli di Totò rimangono sedotti e insieme inorriditi dalle dissociazioni e delle dislocazioni degli arti di Totò: il collo, il bacino, il gomito, tutte le giunture servivano ad alienare zone del corpo; gli occhi, il mento, le braccia, le gambe si sparpagliavano in direzioni diverse, ad un colpo di grancassa ritornavano poi tutte insieme dopo aver girato per il palcoscenico in una sorta di danza macabra. Un corpo meravigliosamente snodabile ma anche orrendamente divisibile, segmentabile.
Maneggia la morte, il funerale, la tortura, dà carne e occhi vitrei ai suoi burattini, esprime l’ansia disperata di un essere che non sa decidersi tra la vita e la morte. Nel cinema, di tutto questo, rimarranno purtroppo solo delle tracce, specialmente nei film girati durante l’epoca fascista.