TOTÓ CONTRO MACISTE

Inizio riprese: novembre 1961 - Autorizzazione censura e distribuzione: 17 febbraio 1962 - Incasso lire 656.842.000 - Spettatori 2.269.459


Detti & contraddetti

Non sono brutto ma mi arrangio.


Egizi, abbiamo lance, spade, mortaretti, tricche tracchi e castagnole. Con queste armi spezzeremo le reni a Maciste e ai suoi compagni, a Rocco e i suoi fratelli! Popolo di Tebe, armiamoci, e partite!


Allora, il fegato dove sta? sta qua! Il Fegato qua, fegato là, fegato fritto e baccalà! Io prode? No, a me non mi prode nulla.


Soldati, richiamati, riformati... vi ho radunati in questo pubblico deserto... [solennemente] Popolo di Tebe: lo sai tu che la guerra comporta tanti sacrifizi e ogni genere di privative?


Totokamen: [commenta lo strafalcione] Eh... è arrivato il tabaccaio! (Tarantankamen) [sempre solennemente alla folla, cogliendo un suggerimento che non era tale] È arrivato il tabaccaio?


È una bella faraona. E pensare che l'avevo presa per una padovana.


Non sono brutto, ma mi arrangio.


In pompa magna no: io non pompo e non magno.


Io prode? No, a me non mi prode nulla.


Sei edotto? Allora sei quattordici: otto più sei, la matematica non è un'opinione.


Fegato qua, fegato là, fegato fritto e baccalà.


Qui si abusa, si strabusa.


Due morti, un gobbo, un cieco... ma dove siamo arrivati!


E allora si parte: signori in corazza!


Totokamen

Scheda del film

Titolo originale Totò contro Maciste

Lingua originale italiano - Paese Italia - Anno 1962 - Durata 92 min - Colore colore - Audio sonoro - Genere comico - Regia Fernando Cerchio - Soggetto Ottavio Poggi - Sceneggiatura Ugo Liberatore, Bruno Corbucci, Giovanni Grimaldi, Gastone Da Venezia - Produttore Nino Battiferri per Wangard Film, Liber Film - Fotografia Angelo Lotti - Montaggio Antonietta Zita - Scenografia Antonio Visone, Francesco De Masi - Costumi Giancarlo Bartolini Salimbeni


Totò: Totokamen-Sabakis, il padre di Totokamen - Nino Taranto: Tarantenkamen - Samson Burke: Maciste - Nadine Sanders: la Faraona - Nerio Bernardi: il Faraone Ramsis - Gabriella Andreini: Nefertite, figlia del Faraone - Luigi Pavese: proprietario del locale notturno - Nino Marchetti: il grande dignitario - Piero Palermini: Baitan - Carlo Taranto:Consigliere Assiro

Soggetto, Critica & Curiosità

1962-toto contro macisteSoggetto 

Totokamen è un artista che si esibisce nei vari locali d'Egitto assistito dal suo manager, Tarantenkamen. Sfruttando dei trucchi dozzinali, Totokamen millanta di essere il figlio del dio Ammon. Il Faraone si trova intanto di fronte all'inspiegabile tradimento del fido Maciste, che decide di scatenare una rivolta assieme agli assiri. Per far fronte all'emegenza, un ministro che aveva assistito allo spettacolo di Totokamen, si convince che l'uomo è davvero un semidio e lo fa convocare dal Faraone. Totokamen e Tarantenkamen capiscono la situazione e, se da un lato vogliono approfittare della credulità del Faraone, dall'altra temono di doversi scontrare sul serio con Maciste. Per questo, accettano la richiesta del Faraone ma inventano singolari scuse per rimandare lo scontro col temibile colosso. Nel frattempo si scopre che Maciste è stato stregato dalla giovane moglie del Faraone, in combutta col capo delle guardie. I due hanno in mente di spodestare il sovrano e hanno plagiato il forzuto guerriero con una pozione che avrà effetto per circa trenta giorni. Per una serie di circostanze, Totokamen finisce col convincersi di essere figlio di Ammon e, nonostante i tentativi di dissuasione da parte di Tarantenkamen, si prepara a guidare l'esercito d'Egitto contro quello degli Assiri, guidati da Maciste. Tra i soldati avversari, Totokamen incontra Sabaki, che gli rivela di essere il suo vero padre emigrato in territorio assiro quando egli era ancora bambino, comprendendo di essersi illuso riguardo alla sua natura semidivina. Rendendosi conto della situazione, Totokamen fugge verso il palazzo del Faraone, ma qui è comunque costretto a scontrarsi con Maciste. Grazie ad alcuni lazzi, Totokamen riesce a fronteggiare il possente guerriero fin quando, dopo una frana di parte del palazzo, Maciste non riacquista il senno, essendo ormai esaurito l'effetto della pozione che lo aveva plagiato. Il Faraone scopre quindi l'inganno ordito alle sue spalle dalla moglie e soprattutto resta convinto dell'eroismo e della potenza di Totokamen, che comunque decide di intraprendere nuovamente la strada dello spettacolo per le vie dell'Egitto, assieme al fido Tarantenkamen. 

Critica e curiosità 

Girato tra la fine del '61 e l'inizio del '62, parodia dei film storico - mitologici, è ambientato nell'antico Egitto con Samson Burke, uno dei Tarzan hollywoodiani, nel ruolo di Maciste. 


Così la stampa dell'epoca

«Comicità di casa nostra e di grana grossa, con questo film, dove il nostro comico più popolare, valendosi di una "spalla" d'eccezione come Nino Taranto, fa una sorta di parodia alle egizianerie con muscoli [...] È materia di facile divertimento per chi a Totò chiede soltanto i consueti lazzi mimici e verbali. Ha diretto Fernando Cerchio, tentando di mettere in burletta un genere da lui stesso coltivato: ma è difficile fare la parodìa della parodia. »

Leo Pestelli «La Stampa», Torino, l'settembre 1962.


«[...]Potevano i produttori italiani lasciarsi sfuggire un'occasione d'oro come quella di fare indossare a Totò i panni di un antico egizio?. Nonostante Totò si ride poco e male: per la semplice ragione che come parodia sono molto più divertenti quelle avventure che pretendono di essere serie. Ma perché Totò non sceglie meglio i soggetti da interpretare? Tanto i buoni film glieli pagano come quelli brutti. [..]Quel che infastidisce, inoltre, è la sciatteria della messinscena spettacolare ; si respira veramente aria da cinema muto, non c'è più nemmeno l'ipocrisia di voler salvare le apparenze di un decoro tecnico. I lazzi del dialogo sono da avanspettacolo di provincia, Totò e Taranto ispirano più pena che disturbo»

Morando Morandini, «La Notte», Milano, 14 giugno 1962


«[..] Il film condotto sul filo della modesta satira, ha dato la possibilità a Totò di dare sfoggio della sua mimica che, seppure superata, riesce a far ridere ancora. Nino Taranto gli fa egregiamente da spalla [...]».

«L'Avanti», 1962


«Totò interpreta Totokamen Sabachi. Totokamen, insieme al suo compare Tarantenkamen (Nino Taranto), si esibisce in un locale di Tebe, facendosi passare per l'uomo più forte del mondo, in quanto figlio del dio Ammon. I suoi trucchi sono talmente efficaci da trarre in inganno persino il gran dignitario di corte, il quale gli propone di battersi contro Maciste. Il gigante, innamorato di Nefertiti, la figlia del Faraone, è diventato nemico della sua gente per aver bevuto un filtro magico che gli ha stravolto la personalità e sembra invincibile.»

Matilde Amorosi


Foto di scena e immagini dal set

Foto Archivio Istituto Luce



Le incongruenze

    1. Quando Toto' e il suo amico sono nel deserdo e Toto' lo ferma perché sente l'esercito arrivare, guardate sulla toga dell'amico: che bella l'ombra della giraffa del microfono
    2. Quando Maciste sfonda la porta, una pietra cade sopra di essa e una sotto, facendo così una specie di leva. Appena Maciste ci appoggiò un piede, questa pietra sobbalza. Vabbè, che quel maciste è muscoloso, ma secondo i miei calcoli dovrebbe pesare una decina di tonnellate ! Mettiti a dieta
    3. L'amico di Toto' è dietro a delle pietre che ha fatto cadere Maciste e ha una mano appoggiata a una di queste. Poi egli ritrae la mano e tadam, la pietra sobbalza. Non ho mai visto le pietre rimbalzare così bene: eviva il polistirolo!
    4. Nel corso del film Nino Taranto chiama Totò a volte Totokamen a volte Totonkamen
    5. Maciste dorme normalmente sotto delle lastre di pietra, ma quando si sveglia e le getta via un pezzo di "polistirolo" schizza via.
    6. Ad un certo punto il Faraone dice che si trovano nel mese di novembre, ma all'epoca di svolgimento dei fatti (prima del 1000 a.c.) il mese di novembre non esisteva, al limite vi era un mese chiamato "nonus"
    7. Nella lotta contro Maciste, Totò fa una piroetta all'indietro (ovviamente la sua controfigura), e si vede che non colpisce il gigante, che ciononostante cade a terra e si rialza tenendosi il mento
    8. La controfigura di Totò che fa le piroette in sua vece è molto più magra.
    9. Le scene degli eserciti che corrono per scontrasi sono sempre le stesse ma ripetute più volte
    10. Nonostante le persone infilzate nella battaglia non si vede sangue nè nelle spade nè nei corpi
    11. Durante una battaglia poco prima che Totò e Maciste si incontrino lo stesso Totò getta una lancia e infilza 5 soldati che cadono a terra ma prima che questo avvenga si vede benissimo che la lancia non è unica ma sono due pezzi una legata al primo e l'altra all'ultimo soldato
    12. Quando i soldati svegliano Maciste con un martello lui solleva la "tavola" che ha sopra ma quando la scaraventa via si vede che è polistirolo perchè un pezzettino si stacca e si alza im volo
    13. Totò incontra il padre. Prima alza la spada, uno scatto dopo ha la spada in una posizione molto più bassa, a pochi centimetri da terra

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Le Locandine


Riferimenti e bibliografie:

"Totalmente Totò, vita e opere di un comico assoluto" (Alberto Anile), Cineteca di Bologna, 2017
"Totò" (Orio Caldiron) - Gremese , 1983