Totò tirò la catena...

Teatro Toto Magnani Con un palmo di naso

Il 5 giugno 1944 gli Alleati entrano a Roma. La guerra è finalmente finita, l'invasore tedesco sta abbandonando lentamente il territorio italiano. Le compagnie teatrali non si sono mai fermate, neppure sotto i bombardamenti, così quella di Totò, attivissima con l'ultima rivista "Che ti sei messo in testa?". E' proprio durante la rappresentazione di quest'ultimo lavoro che la Compagnia ogni sera, al termine del programma, durante il coprifuoco, prova il nuovo lavoro di Michele Galdieri "Con un palmo di naso", dedicata proprio al sospirato arrivo dei liberatori Alleati.
Tre settimane dopo, durante la "prima" al Teatro Valle di Roma, viene rappresentato un «quadro» molto efficace che non verrà mai più replicato. Lo racconta il critico-attore Vincenzo Talarico , sulle colonne di "Star":


Il quadro incriminato raffigura Hitler che, secondo i piani prestabiliti, dal grande salone delle sue teatrali udienze, via via si "sgancia" verso saloni e sale sempre più modesti, finché estremo baluardo della sua ritirata, non gli resti che il numero 100 (il gabinetto), dove, naturalmente trova - in effige - il suo migliore amico (Mussolini). Con gesto rapido e crudele, il nuovo venuto tira la catena e, immediatamente, l'ex alleato affonda tra i flutti gorgoglianti...


Riferimenti e bibliografie:

  • "I film di Totò, 1930-1945: l'estro funambolo e l'ameno spettro" (Alberto Anile), Le Mani-Microart'S, 1997
  • Mercutio (Vincenzo Talarico), Una "prima"senza gerarchi ovvero: Il doppio gioco di Totò, “Star”, n. 1, 12 agosto 1944.