Latimore Frank

(Darien, 28 settembre 1925 – Londra, 29 novembre 1998) è stato un attore statunitense.

Biografia

È conosciuto soprattutto per l'interpretazione del dottor Ed Coleridge nella soap opera televisiva Ryan's Hope. Tra il 1976 e il 1979 prese parte anche alla soap opera Sentieri (Guiding Light).

Nel 1949 viene chiamato in Italia, per alcune produzioni cinematografiche e vi lavorerà per oltre 15 anni, interpretando personaggi come pirati, militari e avventurieri.

In alcune pellicole, a inizio carriera, utilizzò lo pseudonimo di Frank Kline.


Galleria fotografica e stampa dell'epoca

1948 10 31 L Europeo Frank Latimore intro

Roma, ottobre

AAlcune sere or sono, verso le nove e mezzo, a piazza Barberini arrivarono i pompieri. Da una finestra dell’albergo Bristol Bernini usciva una colonna di fumo che avvolgeva tutto l’esterno dell’edificio. All'ultimo piano dell’albergo, sulla terrazza adornata di sempreverde e illuminata da piccoli globi di vario colore, i clienti stavano a tavola. Alla vista del fumo e al suono delle sirene dei pompieri, qualche signora lasciò cadere le posate sul piatto, altri si aliarono e si sporsero per guardare di sotto quello che succedeva. Per i corridoi dei vari piani ci fu un correre' di camerieri. Un giovane biondo, con i battetti, che indossava una giacca sportiva di tipo inglese e un paio di pantaloni grigi, uscendo dalla propria camera domandò ad una cameriera che cosa stava accadendo. «Un incendio», fu la risposta. Il giovane rimase perplesso; poi si precipitò in camera, dette una rapida occhiata in giro incerto su ciò che doveva salvare dalle fiamme. Decise che la cosa principale da prendere era la fotografia incorniciata che teneva sullo scrittoio; per il resto si affidò alla provvidenza. Quando il giovane, con la fotografia sotto il braccio, arrivò di corsa nell’atrio, seppe che non c’era alcun pericolo. Il principio di incendio era già stato soffocato dal tempestivo intervento dei pompieri. Ci rimase quasi male. Ad ogni modo, la cosa migliore che credette di fare in quel momento, fu di andare al bar e di ordinare un cognac.

Li ci conoscemmo. Era l’attore americano Frank Latimore. La fotografia, che subito mi mostrò, lo ritraeva in «tight» accanto ad una donna sorridente e graziosa, vestita di bianco e con un diadema sulla fronte. Una fotografia nuziale. L’oggetto cui durante il pericolo dell’incendio Frank Latimore aveva dato maggior valore era la immagine che ricordava il suo recente matrimonio, celebrato qui a Roma, con una ragazza che aveva conosciuto una settimana prima delle nozze. Latimore sposò civilmente in Campidoglio; il matrimonio religioso ebbe luogo invece nella chiesa russa di New York. Sua moglie infatti è russa, di Vorosci-lovgrad, e si chiama Valentina Nikitina. Capitò in Italia durante la guerra, seguendo come infermiera le nostre truppe che si ritiravano. Sua sorella ha sposato un italiano. Dopo il matrimonio religioso la signora Valentina Latimore Nikitina è rimasta a New York: deve trascorrere negli Stati Uniti il periodo di tempo richiesto dalla legge per diventare cittadina americana. Intanto suo marito lavora a Roma.

Frank Latimore venne a Roma l’anno scorso per interpretare la parte di antagonista di Orson Welles nel «Cagliostro». E’ un giovane di ventitré anni che nel cinema americano si è già messo in vista con parecchi film da segnare all’attivo. Viene dal teatro, dove esordi a diciassette anni nell’ultimo lavoro messo in scena a Broad. way da Max Reinhardt, i «Sons and Soldiers» di Irvin Shaw. Suoi compagni di scena erano Gregory Peck e Gèraldine Fitz-gerald. Con «Cagliostro» sono sei i film che Frank Latimore ha interpretato fino ad oggi, dopo il suo debutto in teatro. I più recenti e impegnativi, girati negli studi di Hollywood, li abbiamo visti in questi ultimi tempi sugli schermi italiani con i titoli: «Il filo del rasoio» e «Il 13 non risponde».

In un anno che Frank Latimore vive a Roma ha già imparato a parlare correntemente l’italiano. Mentre al bar dell'albergo Bristol Bernini mi racconta del suo matrimonio lampo e della sua attività di attore, ogni tanto s’inceppa e ! chiede il mio aiuto per suggerirgli la parola giusta. «Mi scusi, la prego», dice candidamente, «io parlo benissimo l’italiano, ma dopo le nove di sera trovo sempre qualche difficoltà». Ha conosciuto De Chirico, è stato qualche volta a casa di Emilio Cecchi, che considera uno degli intellettuali più intelligenti ed esperti finora incontrati tra l’America e l’Europa, ed è diventato amico di Eduardo De Filippo. Gli ha proposto di tentare una traduzione di «Questi fantasmi» per farla rappresentare in un teatro di Broadway; ma, a parte le infinite difficoltà tecniche che si opporrebbero ad un progetto simile. De Filippo ha preferito richiamare il suo interesse su una nuova commedia che sta scrivendo e di cui gli ha recitato tutta una scena.

Il lavoro che Frank Latimore svolge attualmente a Roma è quello di produttore associato di Victor Pahlen e Fulvio Ricci nel film italoamericano «Capitan Scirocco» («Pirata of Capri»). Il film sarà diretto da G. M. Scotese con la supervisione di Edgar George Ulmer e si gioverà dell’interpretazione di Linda Christian (la fidanzata di Tyrone Power) e di Alan Curtis (marito di llona Massey). Latimore ha scritto anche un soggetto per un film che vorrebbe rappresentare la scossa psicologica di un americano che arriva in Italia dopo la guerra e che si trova di fronte a tutt'altra gente e a tutt’altra mentalità di quelle immaginate. Finito «Capitan Scirocco» andrà a Parigi, dove reciterà accanto a Viviane Romance in un film in duplice versione, francese e americana. Nei suoi progetti per il prossimo futuro c’è naturalmente anche quello di tornare negli Stati Uniti per passare un po’ di tempo nel Vermont, presso i suoi genitori.

Poco lontano dalla loro casa c’è la fattoria dove abita il vecchio e solitario regista Robert Flaherty. Flaherty è un nome quasi dimenticato in America. Ogni tanto qualche rivista ne parla, ma nel mondo corrente e pratico di Hollywood nessuno si ricorda di lui. Il suo film più recente, «Louisiana Story», che abbiamo visto quest'anno al Festival di Venezia, non è riuscito a venderlo in America. Come nel ’22 il suo «Nanook of the North» fu fatto per la pub. blicità di una ditta di pellicce, cosi «Louisiana Story» fu finanziato dalla Standard Oil Company. «E’ per lo meno curioso», dice Frank Latimore, che se Flaherty vuol fare un film trovi i capitali negli uffici di pubblicità di una ditta di pellicce o di una industria come la Standard Oil, e non li trovi invece nelle grandi care cinematografiche di Hollywood».

Troilo, «L'Europeo», anno IV, n.44, 31 ottobre 1948



Filmografia

Nel frattempo, cara (In the Meantime, Darling), regia di Otto Preminger (1944)
Donne e diamanti (The Dolly Sisters), regia di Irving Cummings (1945)
Shock, regia di Alfred L. Werker (1946)
Tre ragazze in blu (Three Little Girls in Blue), regia di H. Bruce Humberstone (1946)
Il filo del rasoio (The Razor's Edge), regia di Edmund Goulding (1946)
Il 13 non risponde (13 Rue Madeleine), regia di Henry Hathaway (1947)
Gli spadaccini della Serenissima (Black Magic), regia di Gregory Ratoff (1949)
Yvonne la nuit, regia di Giuseppe Amato (1949)
Il caimano del Piave, regia di Giorgio Bianchi (1951)
Core 'ngrato, regia di Guido Brignone (1951)
Una donna ha ucciso, regia di Vittorio Cottafavi (1952)
A fil di spada, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1952)
Tre storie proibite, regia di Augusto Genina (1952)
La nemica, regia di Giorgio Bianchi (1952)
Sul ponte dei sospiri, regia di Antonio Leonviola (1953)
Napoletani a Milano, regia di Eduardo De Filippo (1953)
Capitan fantasma, regia di Primo Zeglio (1953)
Per salvarti ho peccato, regia di Mario Costa (1953)
Vestire gli ignudi, regia di Marcello Pagliero (1954)
Papà Pacifico, regia di Guido Brignone (1954)
La figlia di Mata Hari, regia di Renzo Merusi e Carmine Gallone (1954)
Il principe dalla maschera rossa, regia di Leopoldo Savona (1955)
L'ultimo amante, regia di Mario Mattoli (1955)
Il falco d'oro, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1955)
Lo spadaccino misterioso, regia di Sergio Grieco (1956)
Terrore sulla città, regia di Anton Giulio Majano (1957)
Quattro alla frontiera (Cuatro en la frontera), regia di Juan Antonio Santillán (1958)
La congiura dei Borgia, regia di Antonio Racioppi (1959)
Il grande capitano (John Paul Jones), regia di John Farrow (1959)
I cavalieri del diavolo, regia di Siro Marcellini (1959)
Delitto in pieno sole (Plein Soleil), regia di René Clément (1960)
Gli avventurieri dei tropici, regia di Sergio Bergonzelli (1960)
Sesso e alcol (Les Scélérats), regia di Robert Hossein (1960)
Guadalcanal ora zero (The Gallant Hours), regia di Robert Montgomery (1960) (non accreditato)
La spada della vendetta, regia di Luigi Latini De Marchi (1961)
Zorro il vendicatore (La venganza del Zorro) (1961)
L'urlo dei Marines (Then There Were Three), regia di Alex Nicol (1961)
Se è martedì deve essere il Belgio (If It's Tuesday, This Must Be Belgium), regia di Mel Stuart (1969)
Rosolino Paternò, soldato..., regia di Nanni Loy (1970)
Patton, generale d'acciaio (Patton), regia di Franklin J. Schaffner (1970)
Tutti gli uomini del presidente (All the President's Men), regia di Alan J. Pakula (1976)

Doppiatori italiani

Gualtiero De Angelis in La figlia di Mata Hari, A fil di spada, Capitan fantasma
Giuseppe Rinaldi in Il filo del rasoio, Il falco d'oro
Emilio Cigoli in Yvonne la nuit, I cavalieri del diavolo
Giulio Panicali in Una donna ha ucciso, Napoletani a Milano
Stefano Sibaldi in Papà Pacifico, Zorro il vendicatore
Pino Locchi in Il 13 non risponde
Riccardo Cucciolla in La spada della vendetta
Cesare Barbetti in Il grande capitano
Nino Dal Fabbro in Rosolino Paternò soldato


Riferimenti e bibliografie:

  • Troilo, «L'Europeo», anno IV, n.44, 31 ottobre 1948