Il teatro di Totò: 1915-1927



Sono anni in cui la guerra, il dopoguerra, l’avvento del fascismo segnano anche importanti trasformazioni di gusti e culture. Tramonta il cafè chantant, mentre sulla scena italiana continua la temperie futurista che coinvolge anche Petrolini e si afferma la rivoluzione drammaturgica di Pirandello. Sulla scena napoletana è ben viva ancora la drammaturgia di Eduardo Scarpetta, mentre è più problematica la vita del teatro d’arte e sta esplodendo il fenomeno Viviani. Gli esordi di Totò (nel primo periodo con lo pseudonimo Antonio Clerment, dal cognome della madre, Clemente) vissuti fra Napoli e Roma e poi nei varietà del centro nord, per un verso contano sui racconti dello stesso attore e su testimonianze affascinanti di spettatori straordinari che, a distanza di anni, ne rievocano il ricordo senza precisi riferimenti di tempo e di luogo, e per l’altro su sparse notizie di cronaca e rare locandine, che viceversa, quando danno indicazioni logistiche, non offrono che poche e scarne informazioni sullo spettacolo che annunciano. La selezione di notizie che segue parte dal 1916, quando Totò aveva diciotto anni - ma sicuramente si esibiva già da alcuni anni - e si ferma al momento in cui l’attore viene ingaggiato da Achille Maresca nelle sue formazioni.

Antonella Ottai

Antonio è presente all'Orfeo, al Trianon e altri teatri napoletani non meglio precisati. Partecipa probabilmente agli spettacoli organizzati da Mimi Maggio, padre di Beniamino, Dante, Rosalia e Pupella. Una breve recensione, una delle prime in assoluto, è del periodico specializzato "Cafè Chantant" del maggio 1915 e riferisce di Totò come "degno emulo di De Marco", stavolta allo Statuto di Roma.

Antonio Clerment e le capriole a pagamento

Antonio Clerment/Totò presumibilmente nel periodo 1913-1915, prese parte agli spettacoli organizzati da Mimì Maggio, eseguendo numeri staccati di varietà che venivano dati nella terza e ultima parte dei programmi del Teatro Orfeo per almeno sette mesi, da ottobre a tutto aprile.



I programmi avevano il seguente svolgimento: dopo il primo tempo dedicato allo sviluppo di un bozzetto drammatico ricco di canzoni, e a un secondo tempo quasi sempre costituito da una farsa con Pulcinella, arriva il momento dell’arte varia. Totò eseguiva, nella terza parte del programma, oltre a qualche macchietta imparata pescando nel repertorio di Villani, numeri “acrobatici”, in particolare quelli del “morto vivo” e quello delle “capriole a pagamento” da uno, due e tre soldi. Il “prezzo” saliva in relazione alle difficoltà dell’esecuzione delle capriole concordate. Gli spettatori che “impostano” la richiesta dovevano poi lanciare il “corrispettivo” in palcoscenico. L’incasso, come era capitato al piccolo Viviani quando interpretava lo “scugnizzo”, era di assoluta pertinenza del protagonista.

Dovrà passare qualche anno prima che Antonio Clerment diventi Totò, avvicinandosi al suo vero nome e abbandonando definitivamente il cognome materno. Nel gennaio 1920 la rivista napoletana "Cafè-Chantant" pubblicava una fotografia di Totò, incorniciata con un fregio geometrico, con la didascalia TOTO' IL COMICISSIMO. Comincia la grande avventura...




[...] bisognava vederlo portare le braccia in su, piegando le mani verso gli omeri come una danzatrice sacra indiana, e poi cominciare a buttare il dorso nella direzione opposta all’addome e la testa in tutt’altra direzione rispetto al torso, e gli occhi storcersi nella direzione contraria a quella del capo, e la bazza per conto suo rispetto alla bocca, e il pomo d'adamo correre in giro vorticosamente facendo correre la farfallina nera della cravatta. Era proprio allucinante Totò, a ventisei, ventisette anni in quell’esercizio [...]

Sandro De Feo, 1967

Riferimenti, note e bibliografie:

(*) dati da sottoporre a verifica

  • "Siamo uomini o caporali?" (Alessandro Ferraù e Eduardo Passarelli) - Ed. Capriotti, 1952
  • "Totò" (Orio Caldiron) - Gremese , 1983
  • "Quisquiglie e Pinzellacchere" (Goffredo Fofi) - Savelli Editori, 1976
  • Antonella Ottai in "Totò partenopeo e parte napoletano" - Ed. Marsili
  • "Totalmente Totò, vita e opere di un comico assoluto" (Alberto Anile), Cineteca di Bologna, 2017
  • "Tempo di Maggio: Teatro popolare del '900 a Napoli" (Nino Masiello), Tullio Pironti Editore, Napoli, 1994
  • Collaborazione biografica all'articolo di Simone Riberto, alias Tenente Colombo.