La necessità della poesia: le liriche di Totò

Non ho hobby, non vado a pescare e non raccolgo francobolli. In quanto a scrivere versi o canzoni, quello non è un hobby ma una necessità.

A Franca Gif


E adesso, se non vi dispiace, vogliamo parlare di Totò compositore? Da buon napoletano, perché è una cosa che abbiamo nel sangue. A Napoli, anche gli analfabeti sono in grado di improvvisare. Le poesie che preferisco lo ho scritte nel mio dialetto e hanno un’ispirazione fondamentalmente triste che si ripete come un leit-motiv. Molte poesie, che io stesso ho musicato, hanno trovato la strada del successo: di queste, la più nota è «Malafemmena».

Totò



Così la stampa dell'epoca

2017 04 15 Repubblica Poesie intro

L’artista affidava spesso allo scritto la malinconia esistenziale

In un gioco di ruoli che riconducevano sempre a lui, ai mille aspetti della sua arte, durante l'intervista Rai concessa al giornalista Lello Bersani nel 1963, un elegante Principe Antonio de Cur-tis nella sua casa romana raccontava che Totò, con tutto l'armamentario di sberleffi, la maschera plastica, la battuta sagace che ribaltava ogni situazione, si trovava di là in cucina, insieme alla servitù.

Totò, insomma, era un altro. Quello che andava in scena, pronto quando il regista gridava ciak. Però poi c'era un ulteriore lato della sua personalità, oltre il set, lontano dal teatro.

Il Totò intimo, che affidava una malinconia esistenziale, lo sgomento d'amore per una donna, la nostalgia per la lontananza da Napoli, le riflessioni sulla morte, alla pagina, componendo poesie, versi scritti su foglietti o dietro i pacchetti di sigarette, le immancabili Turmac.

L'INTERVISTA

Nell'intervista Rai fatta da Lello Bersani nel 1963, Antonio de Curtis gioca con il giornalista, sdoppiando la figura dell'uomo da quello della maschera di Totò

'A LIVELLA

Nel 1964 l'Editore Fiorentino pubblica la raccolta di poesie in napoletano scritte da Totò: la raccolta si arricchirà di altre composizioni nel decennale della morte dell'artista

LA LINGUA

Nelle liriche e nelle canzoni Totò scelse di utilizzare il napoletano: scriveva su foglietti e dietro i pacchetti di sigarette nella lingua madre, legame continuo con Napoli

Nel 1964 fu pubblicata, dall'Editore Fiorentino di Napoli, 'A livella, raccolta che si arricchirà, in occasione del decennale della morte di Totò, di un corpus di liriche d'amore dedicate all'amata Franca Faldini.

In ognuna delle poesie la lingua è quella madre, il napoletano, che riannoda il filo mai rescisso con la città, strumento, come per Di Giacomo, che suona le corde più intime, riproducendo dell'amore un fragore inarginabile. «Schiuppanno all'intrasatta dint' ' a 'stu core / he dato vita nova a chesta vita», in All'intrasatta.

E poi la morte, tema ricorrente, spietata e nuda, che senza artifici diventa unica occasione per annullare ogni divisione sociale, come nella più celebre 'A livella, il suo manifesto poetico, quando in un cimitero battibeccano le anime del netturbino e del marchese.

«A morte 'o ssaje ched'è?... è una livella. / 'Nu rre, 'nu maggistrato, 'nu grand'ommo, / trasenno stu canciello ha fatt' 'o punto / c'ha perzo tutto, a vita e pure 'o nomme».

Pier Luigi Razzano, «Repubblica», 15 aprile 2017



Riferimenti e bibliografie:

  • Le poesie di Totò sono state citate da "TuttoTotò", a cura di Ruggero Guarini, Roma, Gremese, 1991.
  • Consiglio 1986 - Alberto Consiglio, "Spiriti e forme della poesia napoletana", introduzione Id., Antologia dei poeti napoletani, Milano, Mondadori
  • Tullio De Mauro, "L’Italia delle Italie", Roma, Editori Riuniti Gassman 1982
  • Vittorio Gassman, Testimonianza, in "Totò, Dedicate all’amore", Napoli, Colonnese
  • Ruggero Guarini, Introduzione a "TuttoTotò", Roma, Gremese Mollica 1982
  • Giuseppe Di Bianco, «A Totò», opuscolo "Premio De Curtis", Napoli, 1973
  • Vincenzo Mollica, "Totò parole e musica", Roma, Lato Side Paliotti 1977
  • "Totò, principe del sorriso" (Vittorio Paliotti) - Fausto Fiorentino Ed., 1977
  • Pier Luigi Razzano, «Repubblica», 15 aprile 2017