La filmografia virtuale

1952 Dov e la liberta

Progetti cinematografici, proposte, soggetti, ipotesi, speranze, mai realizzati...

I film in cui doveva apparire Totò, pensati per la sua interpretazione ma realizzati da altri. Sono elencati, aggiungendo eventuali modifiche di titolo, regista, produttore e dell'interprete che lo sostituì. Dei progetti si trova traccia su quotidiani o periodici specializzati dell'epoca, da testimonianze di autori o dai progetti delle varie case cinematografiche.

Si pensò, ad esempio, alla realizzazione del Don Chisciotte che arrivò molto vicino alla realizzazione, così come emerge dalle varie interviste, si tentò la realizzazione del "Totò morto di sonno" per la regia di Eduardo De Filippo o il "Tutti a casa" diretto da Monicelli. Si parlava di soggetti pensati per l’interprete "Cornuto e bastonato", "La (Ri)cotta" ed alcuni titoli pronti per una possibile realizzazione, come il misterioso "Totò e il controfagotto".

Totò non partecipò alla realizzazione di questi progetti per i più svariati motivi: dal 1937 a circa la fine degli anni '50 (1957, per l'esattezza) i suoi impegni cinematografici si sovrapponevano alla carriera teatrale, in particolare nel decennio che va dal 1947 al 1957, dove riusciva a realizzare svariati film ogni anno. Inoltre dalla fine degli anni '50 la malattia agli occhi limitò pesantemente le sue capacità di resistenza agli sforzi, condizionandone spesso anche la capacità recitativa. Talvolta furono abbandonati i progetti realizzativi per l’opposizione della censura (vedi "La paura numero uno") o delle varie produzioni ("I giorni contati").

Dall'elenco che segue, si esclude il progetto di un film con Tati da girarsi in Francia alla metà degli anni ’50 come cita Liliana de Curtis nel libro "Totò, a prescindere". Anche il progetto di Luchino Visconti relativo alla vita di Antonio Petito, di cui Suso Cecchi D’Amico ne aveva parlato per la prima volta, fu un'idea ritenuta molto astratta.


Titolo Anno Note
Il ladro disgraziato 1930 Produzione Stefano Pittaluga.
Darò un milione 1934

Totò dovrebbe interpretare la parte di Blim, un mendicante che all'inizio della storia tenta il suicidio ma viene salvato dal miliardario Gold, interpretato da Vittorio De Sica. Nonostante le insistenze di Zavattini, che ha una profonda ammirazione per Totò, la parte di Blim viene assegnata all'attore Luigi Almirante: pare che Toto' per l'inizio delle riprese del film non sia disponibile perchè starebbe per iniziare una nuova tournee teatrale. Il film sarà poi premiato quale miglior film comico italiano alla Mostra di Venezia del 1935. Con Vittorio De Sica, Assia Noris, Luigi Almirante, Franco Coop, Vinicio Sofia.

1935-08-31-La-Stampa

«La Stampa», 31 agosto 1935

1935 08 31 Il Messaggero Daro un milione FIlmografia virtuale intro

e.b., «Il Messaggero», 31 agosto 1935

Calandrino 1936 La "Tirrena film" acquista un soggetto cinematografico tratto dalla terza e dalla quinta novella del Decamerone del Boccaccio:anche in questo caso si fa il nome di Totò quale probabile protagonista, ma il progetto non si realizza.
Batticuore 1939

Un film di Mario Camerini, con Assia Noris, John Lodge, Luigi Almirante, Rubi Dalma, Giuseppe Porelli, Maurizio D'Ancora, Armando Migliari. Viene preferito Luigi Almirante a Totò.

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«[...] Molto bene l'Almirante nella parte del vecchio borsaiolo. In tipi di questo genere, e non soltanto in questi, Gigetto Almirante è veramente inarrivabile: tutto colore e sapore conditi da una preziosa maestria. E infine il Poretti che, sebbene giovane al cinema, vi spadroneggia pome un veterano».

Luigi Chiarelli, «Film», 18 febbraio 1939

Arcobaleno 1942 Si parlo' di una partecipazione di Totò a questo progetto ma dopo varie vicissitudini il film non fu mai realizzato.
Totò il buono 1948 Di Vittorio De Sica Soggetto di Cesare Zavattini. Realizzato nel 1951 col titolo Miracolo a Milano e Francesco Golisano al posto di Totò.
Adamo ed Eva 1949

di Mario Mattoli Con Totò e Silvana Mangano. Poi realizzato con Macario e Isa Barzizza.

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Cornuto e bastonato 1949

Soggetto di Dino Risi e Fabio Carpi dalla novella "Va bene" di Luigi Pirandello.

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«Roma. Cent'anni dopo la sua nascita, vengono a galla particolari inediti della vita e della carriera di Totò: nel '48 il giovane Dino Risi, che fino ad allora aveva diretto solo qualche cortometraggio, sognava di girare un film con Totò. Insieme con Fabio Carpi scrisse uno dei suoi primi soggetti cinematografici, «Cornuto e bastonato», ispirato alla novella di Luigi Pirandello «Va bene». Quel soggetto è stato ritrovato oggi da Alberto Anile, [...] La vicenda, insolitamente drammatica per il principe de Curtis, inizia in un manicomio dove il professor Antonio Corvara Amidei (Totò) racconta la sua dolorosa storia di travet tradito dalla moglie. Un'ambientazione che rimanda all’esperienza di Risi che, dopo gli studi di psichiatria, aveva lavorato per qualche mese nel manicomio di Voghera. Il progetto restò solo sulla carta. Dino Risi dirigerà il grande attore solo nel 1966, in «Operazione San Gennaro».

Ma quella su «Cornuto e bastonato» è solo una delle tante scoperte del libro del giovane studtoso che, basandosi su un lavoro di ricerca durato tre anni [...] ne ripercorre ora il periodo di maggior successo, fatto per lo più di film girati in fretta e quasi sempre guardati con degnazione dai recensori. [...]»

Andrea Santini, «Il Mattino», 8 aprile 1998

I tre moschettieri 1949 Produzione Forum Film. 
Duello nel sale 1949  
Via col mento! 1949  
Totò ha scelto la libertà 1949 di Steno e Monicelli Produzione Carlo Ponti. 
II prode Anselmo 1949

di Steno e Monicelli Con Totò, Isa Barzizza. Soggetto di Cesare Zavattini. Realizzato da Gianni Franciolini, con Gino Cervi e Gina Lollobrigida, col titolo Anselmo ha fretta/La sposa non può attendere.

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Marcantonio e Cleopatra 1949 Con Totò, Isa Barzizza. Produzione Giovanni Amati.
Don Chisciotte della Mancia 1949

di Aldo Vergano / Renè Clair. Riduzione cinematografica dal romanzo di Miguel de Cervantes di Antonio Pietrangeli, Lucio Battistrada, Marcello Bollero, Cesare Zavattini, Umberto Barbaro, Aldo Vergano. Produzione Organizzazione Films Internazionali.


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«Il regista di "Don Chisciotte"...con Totò protagonista, sarà Aldo Vergano, il quale intanto si accinge a dirigere il film già annunciato col titolo "Montelepre". Secondo una comunicazione del'A.R.I., il titolo è stato cambiato per disposizione del Ministero dell’Interno che ha anche richiesto l'eliminazione di ogni accenno al bandito Giuliano».

Andrea Santini, «Cinema», 30 gennaio 1950


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«[...] Aldo mi parla dei suoi impegni in Italia. Due impegni singolari: un film sui banditi siciliani e un film con Totò. 

Il film sui banditi siciliani dovrebbe chiamarsi «Montelepre». Il nome ha fatto paura. i banditi ci sono, ma è meglio dire, ancora una volta, che ”qualsiasi riferimento a fatti e persone reali è puramente casuale”... Il nuovo titolo provvisorio sarà dunque «I fuorilegge». Ad ogni modo il cinema italiano bada alla sostanza, e Vergano cercherà di trattare il problema con onestà e obiettività.. Protagonisti del film: Vittorio Gassman, Maria Grazia Francia, Ermanno Rondi.

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«E il film con Totò?»

«Si tratta di una variazione sul tema classico di Don Chisciotte - mi dice Vergano-. Il fatto che si sia pensato a Totò come protagonista del film non indica in alcun modo che si voglia ancora una volta costruire un film di cassetta su di una trovata brillante. Io credo che sia utile fare un film con Totò, proprio si si ha qualcosa da dire, se si riesce, cioè, a dare un senso umano a questo nostro umano personaggio, a questa maschera oggi così popolare.

Troppe volte, ormai, si è visto Totò costretto a ripetere meccanicamente atteggiamenti e battute da lui stesso inventate alcuni anni fa o ricalcati sulla prosa dei settimanali umoristici. Nel mio film Totò impersonerà la figura di un giovanotto il quale, carico di debiti di ogni genere, viene denunciato dai creditori e condannato, secondo le consuetudini vigenti Spagna quattro secoli fa, al taglio della mano. Poiché la folla si commuove alle sue tristi sorti, i magistrati gli concedono una proroga di dieci giorni. La fortuna vuole che egli ritrovi suo zio, il famoso Cavaliere Don Chisciotte, il “nostalgico” della Cavalleria, l'eroe incompreso che, nell'età dei commerci e delle industrie nascenti, aveva tentato di resuscitare favolosi miti del buon tempo andato. Il buon Cavaliere è in punto di morte ed ha tempo di nominare Totò suo erede universale. Totò entrerà, però, in possesso dell'eredità (cioè una cassetta, una vacca e un ronzino) se sarà capace di ritrovare l’elmo di Mambrino, perduto dal Cavaliere in una delle sue tante romantiche battaglie. Nel frattempo, sarà il notaio ad usufruire dell'eredità.

Dopo aver vissuto una serie di avventure ed aver superato tutti gli ostacoli e i tranelli tesigli da Brinuccio, sicario del notaio, Totò finisce per venir di nuovo condannato, questa volta per furto sacrilego. La pena è il rogo. Il rogo che è stato composto da un famoso pirotecnico, esplode e porta Totò, a razzo, nel castello di Venares, dove l'elmo di Mambrino è stato utilizzato come mangiatoia per i cani. Dopo una furiosa contesa con i mastini ed un torneo con Brinuccio, Totò, aiutato dal suo scudiero Sancio Pancia, riesce a conquistare l’elmo. Ma intanto, i dieci giorni concessigli per il pagamento dei debiti sono scaduti e, al suo paese, il notaio liquida la sua proprietà col pretesto di pagare i creditori.

Sancho Pancia e la donna che si era innamorato dell'erede - ora che questi non possiede più niente - se ne vanno col notaio, arricchito dall’affare. Totò si unisce a una colonia di forzati, dopo averli liberati lancia in resta, e va con loro alla ventura.

«La sceneggiatura, alla quale stanno lavorando Barbaro, Zavattini, Pietrangeli, Bollero, Battistrada - ha continuato Vergano - mi offre la possibilità di tentare veramente qualcosa di interessante. Non sono il primo a pensare che si possa costruire con Totò, un personaggio di una certa consistenza poetica. Ma forse, altre volte, è mancato il soggetto, forse i produttori non hanno avuto il coraggio di puntare seriamente su questa carta. L'impegno finanziario del film è già un'indicazione: sarà, questa volta, un lavoro in costume, con scene in esterno che verranno girate in Sicilia, in un paesaggio ancora ricco di vestigia spagnolesche».

Carlo Lizzani, «L'Unità», 19 febbraio 1950

Totò sordomuto 1950  
Atollo K 1950

di Léo Joannon con Stan Laurel, Oliver Hardy, Totò, Fernandel. Realizzato con S. Laurei, O. Hardy, Max Elloy, Luigi Tosi e Adriano Rimoldi


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«[...] Salvo d’Angelo era riuscito a organizzare una combinazione del genere prima ancora che gli accordi italo-francesi ne facilitassero la realizzazione: «Fabiola» e «Gli ultimi giorni di Pompei», girati completamente a Roma, hanno goduto in Francia di tutte le facilitazioni concesse ai film francesi grazie ad abili accorgimenti studiati con Deutsch-meister, uno dei maggiori noleggiatori parigini. La stessa formula servirà presso a poco, a regolare il piano co-produzione dei tre nuovi film che d'Angelo e Deutschmeister si apprestata) a produrre.

Uno è «Prima comunione», diretto da Alessandro Blasetti, del quale abbiamo già dato notizia: gli altri sono «Sait-on-jamais?», una bizzarra storia d’amore tratta dal notissima romanzo di Vicld Baum, e «Atollo K», un’avventurosa satira politica ideata da Léo Joannon. [...] L’altro progetto é sotto un certo riguardo, più interessante giacché sfruttando l’indicazione francese alla farsa e alla satira, si riallaccerà alla grande tradizione comica che il cinematografo sembra oggi deciso a riprendere. Il soggetto è stato infatti scritto per quattro comici di fama internazionale: gli americani Stan Laurel e Oliver Hardy, il francese Fernandel e l’italiano Totò. Ciò che assicura al film un pieno sfruttamento sui maggiori mercati del mondo anche se Stanlio e Ollio non godono più la fiducia dei produttori hollywoodiani per i quali non lavorano dal 1945. Ma il successo europeo delle recenti, riprese di qualcuno dei 175 film da essi girati in passato e, soprattutto, il successo delle rappresentazioni di una riduzione musicale di «Robin Hood» date a Londra hanno dimostrato che la loro comicità e la loro popolarità sono tutt’altro che spente.

La vicenda racconta di un ipotetico atollo sorto dalle acque del Pacifico durante una spaventosa tempesta e sul quale si salvano miracolosamente da un naufragio i due amici Stan e Oliver. L’atollo è formato da un grande giacimento di uranio sul quale naturalmente, si appuntano gli interessi delle grandi nazioni. Americani, inglesi e francesi se ne disputano accanitamente il possesso in base al principio cne una nuova terra acquista la nazionalità del primo uomo che vi sbarca. Questi risulta essere Stan Laurel, apolide; e poiché, non é possibile attribuire una terra ad un uomo senza nazionalità, il caso viene deferito all’ONU. Sessantacinque nazioni si trovano perciò interessate alla questione e l’atollo si trova in breve trasformato in un paradiso terrestre sul quale, intorno al palazzo costruito per Stan Laurel, sorgono 65 ville ospitanti altrettanti ministri delle Nazioni Unite.

La satira si sviluppa nei molti intrighi con i quali si tenta di convincere Stan Laurel a scegliersi una nazionalità, e nei molti diversivi con i quali Stan Laurel cerca di rinviare ogni decisione per non perdere la privilegiata posizione che si è assicurata. Il film termina con un altro ciclone che fa sprofondare l'atollo, gettando Stanlio e Ollio su un’altra isola dove aspetteranno invano che si ripeta il miracolo delle rivalità internazionali: questa volta sono capitati su una terra che non ha giacimenti di uranio e le navi passano al largo senza occuparsi dei loro segnali.

Il film sarà diretto da Léo Joannon, scenarista e regista assai noto in Francia per una quindicina di film di vario genere fra i quali si staccano «Alerte en Mediterranée» e «Le carrefòùr des enfants perdus ». «L’atollo K» verrà ricostruito in un’insenatura della Costa Azzurra; ma alcune scene verranno girate sulle riviera italiana».

Ermanno Contini, «La Settimana Incom Illustrata», 1 aprile 1950


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Mille miglia 1950 Con Totò, Carlo Ninchi.
Totò e i dischi volanti 1950 Un film (1950/1951) di Carlo Ludovico Bragaglia Con Totò, Anna Magnani. Produzione Golden Film
Le avventure di Pulcinella 1950/1951 di Carlo Ludovico Bragaglia Con Totò, Isa Barzizza. Sceneggiatura di Metz e Marchesi. Produzione Golden Film.
Questi fantasmi  1950/1951  di Eduardo De Filippo Con Eduardo De Filippo, Totò, Titina De Filippo, Tamara Lees. Sceneggiatura E. De Filippo e Giuseppe Marotta dalla commedia di E. De Filippo. Produzione Dino De Laurentiis. Realizzato nel ’54 con Renato Rascel
Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno  1951  Con Aldo Fabrizi, Totò, Rascel. Poi realizzato da Mario Amendola con altri attori.
La paura numero 1 1951

di Eduardo De Filippo Con Totò, Peppino De Filippo. Sceneggiatura di E. De Filippo, Luigi De Filippo, Antonio Ghirelli, Piero Tellini dalla commedia di E. De Filippo. Produzione Golden Film e Humanitas Film

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«[...] Poi mi racconta qualcuno dei suoi progetti di cinema: dovrebbe fare, sembra, tanto Questi fantasmi! che Filumena Marturano, in film, ma sono progetti non immediati; altri invece trarranno dalla sua commedia La paura numero uno, un film, con Totò protagonista. La cosa non lo rende molto felice, ma lui ha la sua commedia nuova da scrivere.

«Questo qui — dice alludendo a un personaggio della sua commedia nuova, un tipo di professore mezzo scimunito, che tutti trattano come « ’nu guaglione », questo qui è un tipo che mi viene bene assai ». E ride piano, mettendosi a leggere a bassa voce tutta la didascalia che disegna il personaggio».

Luciano Lucignani, «L'Unità», 24 marzo 1951


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«[...] Da Filumena passiamo ad altro. I progetti per l'avvenire? Eduardo ci parla immediatamente del lavoro che sfa facendo per realizzare La paura numero 1. Tutti ricordano il successo del lavoro teatrale omonimo, una impressionante commedia sulla psicologia di un uomo che vede accentuarsi attorno a sé il periodo di guerra e cerca disperatamente di difendersi. Eduardo attore, ci dava, nella Paura, una delle sue più belle e drammatiche Interpretazioni. Ma non In vedremo nella riduzione cinematografica.

«Di questo film sarò soltanto regista».

«E' l’interprete?».

«Totò».

Questa si che è una sorpresa. Piacevole sorpresa, s'intende. L'incontro cinematografico tra Eduardo De Filippo e Totò, il noto comico napoletano, è stato già fruttifero al massimo: in Napoli milionaria Eduardo aveva sdoppiato il personaggio teatrale, affidando a Totò una parte non di protagonista. In quella parte Totò aveva mostrato che le sue grandi possibilità di attore in cui critici e pubblico credono fermamente non erano una vana speranza. Totò offriva una interpretazione addirittura chapliniana del suo breve personaggio: efficacissima, di eccezionale misura, sensibile ad ogni variazione psicologica. Diretto da Eduardo, Totò aveva fatto comprendere che la sua strada non era quella del film comici dozzinali e stucchevoli: questa sua comparsa nella parte di protagonista di un film d’impegno quale è La paura numero 1 fa sperare che egli voglia seguire questa strada.

«L’aver affidato la parte di protagonista a Totò significa una accentuazione del carattere grottesco del personaggio?».

Eduardo ci risponde che questo avverrà in misura minima. Egli ha intenzione di realizzare un film fedele allo spirito dell’opera teatrale. [...]»

Tommaso Chiaretti, «L'Unità», 30 ottobre 1951

Gaetana e il cavallo bianco 1952 (?) Con Totò, Giulietta Masina. Produzione Giuseppe Amato.
Cani e gatti 1952 di Steno Con Totò, Aldo Fabrizi. Produzione Ponti-De Laurentiis. Poi realizzato da Leonardo De Mitri con Titina De Filippo e Um berto Melnati.
Progetto senza titolo 1952 di Augusto Genina Anni facili (1952) di Luigi Zampa Sceneggiatura Vitaliano Brancati, L. Zampa, Sergio Amidei, Vincenzo Talarico. Realizzato nel ’53 con Nino Taranto al posto di Totò.
Un film 1953 Produzione Excelsa Film. In Ferraniacolor.
Noi uomini 1953  
Totò morto di sonno 1954 di Eduardo De Filippo Sceneggiatura di E. De Filippo e Giuseppe Marotta.
Totò e figlio 1954 Con Totò e Alberto Sordi. Produzione Excelsa Film.
Un film muto 1954 Sceneggiatura Age e Scarpelli.
Totoscope 1955  
Totò-calcio 1955  
Totò e il controfagotto 1955 Produzione Lux Film.
Don Pietro Caruso 1956 Sceneggiatura Ettore M. Margadonna dall’atto unico di Roberto Bracco. Produzione D.D.L.
Don Chisciotte 1956 In Technicolor e Cinemascope. Produzione D.D.L.
Pinocchio 1956 Produzione D.D.L.
Totò e Peppino mariti imbroglioni alias Totò, Peppino e i promessi sposi 1957 di Camillo Mastrocinque Con Totò, Peppino De Filippo, Giulia Rubini, Teddy Reno.Produzione D.D.L.
Tratta da "Les Dominos Roses" di Hannequin e Delacour, "Duje mante ’mbrugliune" di Eduardo Scarpetta (1880) racconta le disavventure di Felice ed Errico, in un lussuoso restaurant per incontrare due donne misteriose che sono in realtà le loro mogli mascherate. La situazione centrale, i due sprovveduti alle prese con le donne e il conto salato da pagare, è tipica dei film di Totò e Peppino. Il film, a cui avrebbe dovuto prendere parte anche Teddy Reno, avrebbe dovuto essere diretto da Camillo Mastrocinque nel maggio 1957.
Totò e Peppino in Via Veneto alias Totò, Peppino e le manie del giorno 1957 di Steno Con Totò, Peppino De Filippo, Gabriele Tinti, Valeria Moriconi. Produzione D.D.L. doveva essere girato da Steno nel settembre 1957. Realizzato da Sergio Corbucci nel ‘60 col titolo Totò, Peppino e... la dolce vita.
Souvenir russo 1958 di Grigori Alexandrov, girato in Unione Sovietica con Liz Taylor, Gérard Philipe ed altre star.
Tutti a casa 1958 di Mario Monicelli Con Vittorio Gassman, Totò. Realizzato nel ’60 da Luigi Comencini con Alberto Sordi e Eduardo De Filippo.
Il giudizio universale 1958

di Cesare Zavattini, regia Vittorio De Sica, con Totò. Girato nell'ottobre 1958 con un cast composto da molti attori di fama: Alberto Sordi, Nino Manfredi, Vittorio Gassman, Paolo Stoppa, Fernandel, Renato Rascel, Silvana Mangano, Anouk Aimée, Jack Palance, Ernest Borgnine, Lino Ventura, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, senza contare i camei di Domenico Modugno e Mike Bongiorno nella parte di loro stessi.

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«Bergamo o Mantova? Lungo le vecchie strade e l’acciottolato delle piazzette di una di queste due città De Sica e Zavattini racconteranno la favola grottesca del Giudizio Universale: è il loro nuovo film, studiato e ristudiato da almeno due anni e che si avvale del bizzarro titolo «Alle ore 18 comincia il Giudizio Universale».

Torna cosi alla ribalta la più famosa coppia del cinema italiano: copione di Cesare Zavattini, regia di Vittorio De Sica. Sarà il film-principe della stagione, non soltanto per il prestigio artistico che circonda la celebre coppia ma anche per i nomi degli interpreti. De Sica, infatti, ha saccheggiato l’almanacco di Gotha di Cinecittà: Gina Lollobrigida, Silvana Pampanini, l’intramontabile Totò, il comico numero uno Alberto Sordi, Aldo Fabrizi, il «piccoletto» Rascel, Eduardo De Filippo, Vittorio Caprioli e perfino la «diva» parigina Martine Carol. [...] « Noi due andiamo molto bene insieme », dice Zavattini rivolto a De Sica. E' un fatto: metà del prestigio del nostro cinema è costruito sulla collaborazione di questi due uomini di talento, che sanno insieme « fare spettacolo » e agitare idee».

Giorgio Bontempi, «Noi donne», 28 settembre 1958

Ferdinando I re di Napoli 1959 di Gianni Franciolini Realizzato senza Totò.
Vacanze d'inverno 1959

di Camillo Mastrocinque. Prevista la partecipazione di Totò, fu realizzato con con Alberto Sordi, Vittorio De Sica, Michèle Morgan, Christine Kaufmann, Eleonora Rossi Drago.

«Vacanze d'inverno anche per Totò - Totò si accinge a partire, tra qualche giorno, per Cortina d'Ampezzo, dove raggiungerà la « troupe » del film « Vacanze d’inverno », di cui il regista Camillo Mastrocinque ha dato il primo « giro di manovella ». Alle riprese parteciperanno Michèle Morgan, Alberto Sordi, Cristina Kauffmann, Pierre Cressoy».

«Corriere della Sera», 12 febbraio 1959

Il carro di Dionisio 1959

Totò in un film storico, nel personaggio mitologico di Filace.

«Totò greco - Il principe Antonio De Curtis, commeno Lascaris di Bisanzio, più conosciuto come Totò, si accinge a partire per la Sicilia, dove lavorerà in un film nelle vesti di Fliace, una specie di « Pulcinella » dell'antica Grecia. Si tratta di un film intitolato: «Il carro di Dionisio»

«Corriere della Sera», 30 settembre 1958

Io e il federale 1960

di Giorgio Bianchi Con Totò e Vittorio De Sica. Realizzato nel ’61 da Luciano Salce col titolo Il federale, con Ugo Tognazzi e Georges Wilson.

1961-07-01-Tempo-Il-federale-filmografia-virtuale

«Nel “Federale”, il nuovo film di Tognazzi diretto da Luciano Salce, vengono raccontate le vicende di due uomini profondamente diversi per idee e per sentimenti, che da una fiera inimicizia passano ad una umana e leale comprensione.»

«Tempo», anno XXIII, n.26, 1 luglio 1961

Totò e i suoi cognati 1961  
Il giudizio universale 1961 di Vittorio De Sica Realizzato senza Totò.
Anni ruggenti 1962 di Luigi Zampa Realizzato senza Totò.
Totò in orbita 1962  
L'onorevole Totò 1962

GIl regista Frank Capra si è interessato ad un soggetto scritto da Giovanni Adessi o Vincenzo Talarico per un film che dovrà essere interpretato da Totò. La pellicola sarà intitolata L'onorevole Totò; in essa si racconteranno le disavventure di un commerciante di pomodori napoletano che si dà alla politica. L’interessamento del grande regista americano per il soggetto de L'onorevole Totò ha fatto pensare che Capra voglia dirigere questo nuovo film del principe Antonio De Curtis.»

«Corriere della Sera», 19 aprile 1962

I giorni contati 1962 di Elio Petri Realizzato con Salvo Randone al posto di Totò.
Esame di guida - Tempo di Roma 1963

Produzione franco-italiana diretta da Denys de La Patellière; film uscito nel 1963, basato sul romanzo dello scrittore belga Alexis Curvers. Con Charles Aznavour, Arletty, Gregor von Rezzori, Marisa Merlini, Serena Vergano, Monique Bertho, Gianrico Tedeschi. Era prevista la partecipazione di Totò.

1962-06-01-La-Stampa-Tempo-di-Roma

«[...] Attualmente, Aznavour sta dando vita ad un singolare personaggio in Tempo di Roma, con Totò, Arletty, Marisa Merlini e Serena Vergano, sotto la direzione di Denis De la Patellière. Per l'occasione si è trasformato in una guida turistica autorizzata che fa del suo meglio per essere all'altezza della situazione senza riuscirvi però. Porta in giro turisti d'ogni paese che visitano la Capitale, La sua preparazione è affrettata e piena di lacune. Uno strano e bizzarro, concorso che ha vinto gli permette di svolgere, l'ambita professione di «guida», ma i gloriosi ruderi e la storia dell'antica Roma gli sono assolutamente sconosciuti[...]»

Gino Barni, «Stampa Sera», 1 giugno 1962

Il mostro di Roma 1964 di Steno Con Totò, Boris Karloff. Soggetto e sceneggiatura Alessandro Continenza e Steno. Prodotto da Gianni Buffardi. Poi realizzato con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia col titolo Un mostro e mezzo
La (Ri)cotta 1964 di Pier Paolo Pasolini Con Totò, Rossana Di Rocco.
La cattura 1965 di Alberto Lattuada Dalla novella di Luigi Pirandello
Cupido 7 1966

Soggetto di Renato Dall'Ara e Benedetto Benedetti, regia di Renato Dall'Ara, sceneggiatura di Tullio Pinelli e Rodolfo Sonego. Con Totò, Gastone Moschin, Nino Castelnuovo, Paola Pitagora, Eli Wallach, Dominique Boschero, Tiberio Murgia, Do Amaral e Walter Santesso.

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«Cuneo, 21 gennaio. Eli Wallach (il «brutto» dell'ultimo western di Sergio Leone), Totò, Gastone Moschin, Nino Castelnuovo e Paola Pitagora (i due giovani attori che danno vita al personaggi di Renzo e Lucia nel «Promossi sposi» televisivi), saranno impegnati al primi di marzo nello riprese di un film concepito e ambientato in provincia di Cuneo. [...] La trama mota attorno a «Cupido», un immaginario sensale di matrimoni che si rifà a un personaggio realmente esistente in un piccolo centro dello Langhe. Per un modico compenso si adopera a combinare matrimoni fra contadini scapoli del Cuneese e giovani donne del Meridione. [...] Le riprese di «Cupido 7» si svolgeranno nello Langhe e sulle montagne che fanno corona a Cuneo e a Mondovì. Una troupe scondorà por circa duemila metri nelle viscere dol sottosuolo (forse nelle grotte di Bossea o in quella dol Caudano), per girare alcune spettacolari sequenze. Il cast degli attori dovrebbe essere completato da Dominique Boschero, che interpreterà se stessa, cioè la pastorella della Val Varaita divenuta stella dol cinema, Tiberio Murgia, la giovane attrice portoghese Do Amarai e Walter Santesso, il «paparazzo» de «La dolce vita».

n. m., «La Stampa», 22 gennaio 1967

1967-02-01-Gazzetta-d-Alba

«Gazzetta d'Alba», 1 febbraio 1967

1967-02-15-Il-Piccolo

«Il Piccolo», 15 febbraio 1967

Pinocchio 1966/1967 di Pier Paolo Pasolini Con Totò (Geppetto), Ninetto Davoli (Pinocchio), Vittorio Caprioli (il Gatto), Franca Valeri (la Volpe).
Il viaggio di G. Mastorna 1966/1967

di Federico Fellini Con Marcello Mastroianni, Ugo Tognazzi, Totò, Fanfulla, Vittorio De Sica, Carlo Dapporto, Macario, Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Wanda Osiris, Mina. Prodotto da Dino De Laurentiis

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«Il nuovo film di Federico Fellini ha cambiato titolo. Non si chiamerà più «Universo assurdo» ma «Il viaggio di G. Mastorna ». Protagonista è confermato Marcello Mastroianni. Accanto all'interprete di «Otto e mezzo» appariranno Mina, Totò, Macario, Dapporto. De Vico, Fanfulla. Vi sarà una parte anche per Vittorio De Sica. Manca solo l'attrice protagonista. [...] Le riprese del nuovo film, che verrà girato in bianco e nero si inizieranno il 29 agosto. La vicenda, ideata da Fellini, Brunello Rondi e Dino Bussati avrà un intreccio da film giallo, con una storia avventurosa. Mastorna — che per tutto il film inseguirà un oggetto smarrito — è un violoncellista che suona a Santa Cecilia nelle orchestre da concerto e in quelle che incidono le colonne sonore dei film».

l.g., «La Stampa», 30 giugno 1966


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«Marcello Mastroianni, Mina, Totò, Macario, Dapporto e Vittorio De Sica saranno i protagonisti del nuovo film di Federico Fellini, che doveva Intitolarsi «Universo assurdo» e avrà Invece un titolo ancora più inconsueto, «Il viaggio di G. Mastorna». «L'elenco degli interpreti — ha dichiarato il regista — è completo. Manca solo un'attrice protagonista. Non posso utilizzare mia moglie, Giulietta Masina, perché il personaggio non le si addice. Penso a una donna sensuale, un po’ funebre e un po’ clownesca. Potrebbe essere Shirley Mc Laine, ma anche Anouk Aimée o Vanessa Redgrave».

Le riprese del «Viaggio di G. Mastorna» avranno inizio il 28 agosto e dureranno quattro mesi. Soggetto e sceneggiatura sono dello stesso regista, in collaborazione con Brunello Rondi e Dino Buzzati. « Il film — ha detto Fellini — ha un intreccio da film giallo, con una storia estremamente avventurosa. Il viaggio di Mastorna non è immaginario ma concreto. V’è molta differenza tra ”Otto e mezzo” e il mio nuovo lavoro. La trama avrà un intreccio ben costruito, senza lasciare niente all'interpretazione dello spettatore».

Mastorna sarà un violoncellista che torna in una città a lui nota alla ricerca di un oggetto smarrito, che crede di poter ritrovare. A questa «caccia al tesoro», cominciata quasi per gioco, prendono parte a poco a poco, in modo sempre più angoscioso, tutti gli abitanti della città, che di colpo non avrà più i caratteri consueti ma altri, nuovi ed imprevisti».

l.g., «Stampa Sera», 1 luglio 1966

Fidanzamento all’italiana 1966 Soggetto di Antonio de Curtis e Carlo Croccolo.
Il circolo Pickwick 1967 di Ugo Gregoretti Sceneggiato televisivo. Realizzato con Tino Buazzelli al posto di Totò.
Cera una volta... 1967 di Ugo Gregoretti Sceneggiato televisivo. Realizzato con Tino Buazzelli al posto di Totò.
Napoli di giorno e di notte 1967 di Raffaele Viviani, opera teatrale riadattata da Giuseppe Patroni Griffi.
Il malato immaginario 1967 di Moliére, riadattato da Sandro Bolchi
Star presenta Totò - Il ciclo 1967 di Giuliano Biagetti Spot per il doppio brodo Star. Prodotti dall’agenzia Fotogramma. Non completati
Il padre di famiglia 1967 di Nanni Loy. Con Nino Manfredi, Leslie Caron, Totò. Totò è sostituito da Ugo Tognazzi.
Arabella 1967 di Mauro Bolognini Realizzato con Terry Thomas al posto di Totò.
Geminus 1967 di Luciano Emmer Sceneggiato tv in cinque puntate.
I fratelli Cuccoli 1967 Dal romanzo di Aldo Palazzeschi.
Due film TV 1967 di Daniele D’Anza Da racconti di Salvatore di Giacomo e O. Henry.
Le avventure del Re Magio Randagio e il suo Schiavetto Schiaffo 1967 di Pier Paolo Pasolini Con Totò, Ninetto Davoli.
Mandolini 1967 di Pier Paolo Pasolini Con Totò, Ninetto Davoli.
 Biopic su Totò 1998-2005

In occasione del centenario della nascita di Totò, si pensò ad un film per la TV in due puntate ambientato tra la fine dell'ottocento e gli inizi del novecento, ispirato al film "Siamo uomini o caporali?". Non un film biografico, la figura di Totò non compariva, ma la storia di un ragazzo che affronta la vita dell'epoca con tutti i suoi problemi. Un ragazzo che, nonostante i contrasti, sogna una grande carriera teatrale. Il film doveva andare in onda su Rai Uno, circolava il nome di Sergio Castellitto. Lo stesso progetto viene riproposto nel 2005; l'attore che interpreterà Totò, dovrà però essere sconosciuto. Liliana Castagnola sarà Laura Morante, la moglie Diana Monica Bellucci e la madre di Totò Liliana de Curtis.


2005 06 23 Corriere della Sera Filmografia Virtuale intro

«Un film tv celebrerà il centenario della nascita di Totò. Il principe della risata nasceva a Napoli il 15 febbraio del 1898 e per febbraio del prossimo anno partiranno una serie di iniziative e manifestazioni organizzate con l'associazione «Antonio De Curtis». Tra queste, un film per la televisione in due puntate che prende spunto anche dal libro «Siamo uomini o caporali». «Un film non facile da realizzare - spiega Liliana De Curtis, la figlia di Totò - perché è piuttosto costoso, essendo in costume, ambientato tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento».

Ma nessuno, però, reincarnerà il principe della risata per il piccolo schermo. Insomma, non si tratterà proprio di una biografia del grande comico: «La storia è quella di un ragazzo che affronta la vita dell'epoca con tutti i suoi problemi. Un ragazzo con un grande amore per il teatro, nonostante tutti i contrasti per arrivare». Peri il protagonista del film tv, che dovrebbe andare in onda su Raiuno, circola il nome di Sergio Castellitto».

«L'Unità», 28 marzo 1997


2005 06 23 Corriere della Sera Filmografia Virtuale intro

«Totò cercasi. O meglio giovane attore che dia il volto al film sulla storia di Antonio De Curtis, cercasi. Al progetto stanno lavorando la figlia Liliana e la nipote Diana che lanciano l’appello: «Cerchiamo un produttore». Anche se pare che qualche contatto già ci sia. Raccontano le due donne: «Ci piacerebbe fare una co-produzione internazionale, per distribuire il film anche in Europa e negli Usa, dove sono moltissime le persone che amano Totò».

Il lavoro è lungo perché, sceneggiatura a parte, (una sorta di diario, Siamo uomini o caporali scritto dallo stesso Totò). manca tutto. In primis l’attore: «lo vogliamo giovane e sconosciuto, mai visto» confidano Liliana e Diana. Quanto al ruolo degli altri protagonisti, qualche vaga idea provano a lanciarla: «La donna che si suicidò per mio padre, la Castagnola, bella e tormentata, potrebbe farla Laura Morante — suggerisce la figlia —, la moglie di Totò, cioè mia mamma, potrebbe essere una Bellucci giovane; infine la mamma di Totò, potrei farla io. Perché no?».

L’occasione per parlare del progetto, è arrivata ieri poiché le due donne hanno ricevuto il primo Sky Cinema Award. Ovvero un premio che la pay tv ha dato sulla base di un sondaggio svolto tra i propri abbonati il film più amato è Totò, Peppino e la malafemmina, che vince a pari merito con Mystic River. Un premio anche per la migliore battuta: quando Totò e Peppino, a Milano, chiedono al vigile: «Noios volevan savoir....»

Maria Volpe, "Corriere della Sera", 23 giugno 2005


Riferimenti e bibliografie:

  • "I film di Totò, 1946-1967: La maschera tradita" (Alberto Anile) - Le Mani-Microart'S, 1998
  • Rassegna stampa dai quotidiani L'Unità, La Stampa, Corriere della Sera, Il Mattino