Articoli & Ritagli di stampa - Rassegna 1927


Rassegna Stampa 1927


Totò


Politeama Genovese. Continua la grande affluenza di publico. Troupe Bernaschi 6 persone hanno fanatizzato nei giuochi icariani; Totò comico elastico sempre all’altezza della sua arte; successo di Lazzaroni e Caorsi ballerini classici: Lina Frank eccentrica senza precedenti ha rivoluzionato. Bianca Star bravissima che ha ottenuto un grande successo, e il circo in miniatura dei cavalli e cani presentato da Monti ottiene uno strepitoso successo. Gran successo ha pure ottenuto la brava Luisa Meunnier. Sempre buone film.

«Cafè-Chantant», 25 gennaio 1927


1927 03 04 Corriere della Sera Mille e una donna intro

L’esordio della Compagnia d'operette e riviste Maresca non è stato, ieri sera, molto fortunato. Un ritardo nell’arrivo dei materiali scenici ha costretto la Compagnia ad iniziare lo spettacolo un’ora dopo quella consueta. A mezzanotte finiva il secondo atto e gran parte del pubblico ha rinunciato ad ascoltare il terzo.

L’ora tarda e il saggio offerto dai primi due atti consigliavano il ritorno a casa. Nella vasta sala del Dal Verme lo spirito della rivista non raggiungeva il suo effetto e gli sforzi degli autori e degli esecutori per suscitare una continua ilarità riuscivano raramente nel loro intento. I quadri che si sono susseguiti non hanno offerto vivacità di trovate e sorprese d’invenzioni. Né in special modo lodevoli ci sono parse lo scene e i costumi. La Compagnia numerosa e sicura ha ballato, cantato, recitato con brio. La Ippaviz, la Gloria e l'Orsini sono stati applauditi spesso. La cronaca nota tre chiamate al primo atto e altrettante agli altri, ma con contrasti. Anche parecchi quadri hanno suscitato applausi.

«Corriere della Sera», 4 marzo 1927


Alfredo Orsini che nella Compagnia Maresca, pare non si trovasse più bene dopo la scrittura dell'artista di varietà Totò, è passato comico della Regini-Lombardo, in sostituzione di Gino Bianchi che è dovuto ritornare con la Compagnia Maresca-Eller.

«Gazzetta di Parma», 25 aprile 1927


1927-05-10-Cafe-Chantant-Toto-Milano

... il beniamino dei milanesi, ha riscosso gli unanimi consensi sotto forma di vere acclamazioni per le belle, spontanee e personali interpretazioni. Il pubblico, dimostrandogli la sua simpatia, ha voluto premiare oltre che il comico, l’artista eclettico che sa creare con una finezza veramente eccezionale un carattere particolare a ciascuna delle sue insuperabili esecuzioni. Con Totò è stato pure molto festeggiato il balletto Vermel che ha per ballerino l'insuperabile Harry Feist...

«Cafè-Chantant», 10 maggio 1927


A quel paese...

Questa sera alle 21 attraente spettacolo di varietà, di cui fa parte il comico parodista Totò nel suo interessante repertorio. Al cinema «Palace», protagonista Huguette Duflos...


Nel Varietà, il brillante comico parodista « Totò », il re della risata, che è ritornato al nostro pubblico dopo una breve assenza di un mese per dare li suo addio al Varietà passando con il 1. settembre quale comico nella Compagnia Manesca N. 2, continua a riscuotere infiniti applausi...

«Il Lavoro», 24 e 26 agosto 1927


Milano, Lirico. La compagnia Achille Maresca n. 1 nella quale a giorni debutteranno Isa Bluette ed il comico Totò, ha messo in scena, con grande successo, Madama Follia una vivace e chiassosa rivista dei collega Ripp e Bel Ami. Malgrado che i ventun quadri non offrano particolari novità di trovate, tuttavia il tutto è combinato con grande abilità e legato da un tenue filo conduttore...

«Cafè-Chantant», 15 settembre 1927


1927-11-24-Il-Lavoro-Girotondo

[...] Ci è gradito però parlare del comico Totò e della soubrette Ferri, due nuovi attori della Compagnia. Il Totò passando dal varietà, in cui era notissimo per le sue esilarantissime macchiette alcune delle quali ripete con immutato successo durante lo spettacolo, alla rivista si è trovato subito à son aise ed in diversi riusciti sketches, nei finali, e sopra tutto in un delizioso duetto con Orsini ha dato ulteriori prove della sua valentia, classificandosi senz'altro fra i migliori attuali interpreti di questo teatro.[...]

«Il Lavoro», 24 novembre 1927


1927 12 18 Corriere Emiliano Peccati e poi virtudi intro

Come abbiamo già riferito ai lettori, «Peccati e poi virtudi» è il titolo di una nuova rivista che due giornalisti milanesi ed un musicista romagnolo, sotto questo pseudonimo «Masera» che ha in sé la base dei tre nomi, hanno composto, e che sarà rappresentata nelle prossime sere dalla primaria compagnia di operette riviste Achille Maresca.

Al teatro lirico di Milano, nell'ottobre scorso, lo spettacolo  è stato ripetuto per 22 sere consecutive, su richiesta generale. Successivamente, per 18 recite, a Genova e per diverse, a Firenze, a Modena, a Ferrara. Nella nostra città l'avvenimento artistico è atteso con interesse, e il successo immancabile premierà la fatica e il coraggio degli autori, che hanno voluto riportare il genere, sia pur lieve, della rivista, alle buone fonti italiane dell'ispirazione e della espressione comica, liberando Questi spettacoli, così graditi al pubblico, dalle forme straniere di colore.

Naturalmente sono rimaste le ballerine e i relativi sgambetti sulle teste dei professori d'orchestra; ma questo non ha impedito agli autori di ricavare, dalle situazioni ridicole e grottesche, insegnamenti di verità e commenti di sana comicità.

Quello che non si vede è il colore esotico, negro o mulatto, delle solite riviste d'oltralpe, mentre sono esaltati, in una coreografia di eccezionale effetto, valori ed episodi di vita nazionale, alternati a spunti di fine umorismo politico. «Peccati e poi virtudi» formano 27 quadri, lussuosamente ordinati da Luciano Ramo, sullo sfondo scenico del pittore Galli.

 Il lavoro si raccoglie intorno alla vicenda alterna che spinge gli uomini verso il peccato o la virtù;  precisamente, come nel gioco detto della «lippa», questa che è un'asticciola di legno, saltella qua e là sospinta dai giocatori;  così gli uomini, nella vita, saltellano appunto fra Il peccato e la virtù. L'argomento è grazioso e  si  presta a rivelarci la serietà e la maturità artistica degli autori.

C.B., «Corriere Emiliano», 18 dicembre 1927


1927 12 22 Gazzetta di Parma Santarellina Angela Ippaviz intro

L'ultima rappresentazione di riviste c'è stata ieri sera, ancora con «Peccati e.... poi virtudi». Il pubblico che è accorso non ha lesinato gli applausi agli interpreti della bella rivista di «Masera» la felice triade di colleghi milanesi che hanno esordito nel campo della rivista così lietamente.

Per questa sera si prevede un pienone; si rappresenterà : «Santarellina», in serata d’onore della Ippaviz. E in «Santarellina», con la briosa Angela e il grande Orsini, si può star certi che il buon umore non mancherà.

«Gazzetta di Parma», 22 dicembre 1927


Altri artisti


1927 12 15 Gazzetta di Parma Angela Ippaviz Madama follia intro

Questa è Angela Ippaviz; se il "clichet" vien bene la potrete ammirare anche sul giornale; altrimenti guardate di non mancare al Reinach, questa sera, chè la vedrete ancor meglio, guizzare sul palcoscenico, piena di brio, birichina e tanto, tanto simpatica. Queste son cose che le sanno già a Parma; difatti Angela la conoscono bene, e come!

1927 12 15 Gazzetta di Parma Angela Ippaviz Madama follia f1

Chi non la ricorda, l'anno scorso, in "Katia la ballerina"? L'Ippaviz ha un'arte semplice, ma efficace, è la stella della rivista italiana, ed è una "soubrette" graziosissima nell'operetta. E balla come poche sanno; e canta con una voce satura di calde armonie.

Basta: la presentazione è fatta. Ieri sera, con "Madama Follia" la compagnia del cav. Maresca ha debuttato; il teatro gremito, un pubblico vario e signorile. Grande ammirazione per lo sfarzo delle scene, e per gli artisti. La Ippaviz, magnifica in un bellissimo ballo, dei "Pupi", con Orsini che si rivede sempre volentieri, Riento, misurato e piacevole, la Corsini, la De Rubeis, hanno avuto approvazioni dal pubblico, malgrado che certa parte di esso sia rimasta fredda di fronte allo spettacolo; ma le riviste son riviste, e vanno considerate per quello che sono. Bene l'orchestra sotto la guida di Fragna.

«Gazzetta di Parma», 15 dicembre 1927


1927 12 16 Gazzetta di Parma Mille e una donna Alfredo Orsini intro

Una sera, alla rappresentazione di «Santarellina», uno diceva che, parlando sul noioso argomento dei prezzi, era felicissimo di aver pagato soltanto per vedere Orsini scendere dal muro nel cortile del convento di «Santarellina».

Basterebbe questo episodio di simpatia per presentare al pubblico un artista: ma non c'è bisogno neanche ii farlo, chè Orsini è ben conosciuto a Parma, dove tutte le volte che recitò si ebbe una gran dose di applausi.

1927 12 16 Gazzetta di Parma Mille e una donna Alfredo Orsini f1

Egli è indubbiamente uno dei migliori comici d’operetta e ancor oggi, benché nella rivista, quella sua fino e garbata comicità ha modo di risaltare. Si vede allora l'artista distinto, il non dimenticato brillante, in tante operette, sullo stesso palcoscenico del Reinach, o la delicatezza della sua arte affiora, anche se nella rivista l'arte non trovi troppo posto.

Con questo, finiamo, dicendo che siano felicissimi di poterlo cordialmente applaudire ogni sera.

Ieri sera: «Mille e... una donna», una rivista... naturalmente di Ripp e Bel Ami. La messa in scena è stata come, per la prima rappresentazione, eccezionale. Il cav. Marasca allestisce spettacoli che non hanno nulla da invidiare, per eleganza e per sfarzo, a quelli delle altre compagnie italiane, e neanche, crediamo, alle estere.

Pubblico non troppo numeroso; il nostro pubblico non lo si può indovinare. Mettiamo che ieri sera ci fosse la ragione della neve caduta ; certo però che non deve neanche aver troppo capito cosa sia la rivista, e la rivista, lo abbian già detto, non ha troppo arte, ma à fatta per ridere o divertirsi, spensieratamente e inintellettualmente.

Inoltre è un piacere dell'occhio, a vedere gli scenari di Maresca, e... anche quelle belle ragazze che recitano. Le quali ieri sera si sono prese tanti applausi, mentre all'Ippaviz, all'Orsini, al Riento, alla Corsini e alla De Rubeis, sono andate approvazioni particolari. E diciamo un «bene» per il maestro Fragna.

«Corriere Emiliano», 16 dicembre 1927