Articoli & Ritagli di stampa - Rassegna 1941


Rassegna Stampa 1941


Totò


L’ultimo film di Totò « L’allegro fantasma », si gira in questi giorni in Sicilia, dove la numinerosa Compagnia, capitanata da Amleto Potermi si è trasferita per realizzare a Palermo le scene esterne. Oltre ai protagonista Totò, partecipano al film Franco Coop, Elli Parvo, Lidia Johnson e sua figlia Gioia Eredi, Amelia Chellini, Dina Perbellini, Giuseppe Rinaldi, Mario Giannini, Livia Minelli e l'acclamato Trio Primavera della Radio. Collabora alla direzione Pier Luigi Faraldo; le scenografie sono di Gastone Medin; le musiche e canzoni originali di Dan Caslar.

«Il Lavoro», 7 gennaio 1941


1941 02 02 La Domenica del Corriere intro

Se gli spettatori delle pellicole comiche avessero modo di assistere alla ripresa di quei lavori che riescono più o meno felicemente a suscitare la loro ilarità, stupirebbero nel constatare quel che talvolta costi in fatiche e preoccupazioni (ed anche in solenni arrabbiature!) la fabbricazione di una risata.

Il film comico è tra i generi cinematografici più difficili: si tratta di rendere disinvolte situazioni paradossali, e per giungere a tanto registi, autori ed attori debbono mettere alla frusta tutte le loro risorse. Così accade che dopo prove e riprove, quando tutti sono stufi e ristufi di girare la stessa scena con piccole varianti, e la testa è divenuta pesante e la tensione nervosa si è andata facendo acuta... quando, infine, la situazione sembra resa nel modo migliore, puoi allora vedere il regista battere un pugno convinto sul tavolino più prossimo e - gli occhi fuor dall’ orbita, i nervi a fior di pelle — gridare: «Perdinci! Spero che così si dovrà ridere sul serio! » Alle parole farà eco null’ altro che qualche «Meno male! » mormorato qua e là, e un generale sospiro di sollievo.

Un tempo...

Una volta la pellicola comica era cosa più facile; il nostro Polidor, che fu certo l'attore comico più popolare del suo tempo, (e benché quasi sessantenne nutre ancora qualche velleità cinematografica, tanto che lo si è visto di recente nella parte secondaria di un ottimo lavoro) assicurava che per far ridere il pubblico del cinema bastava aggirarsi attorno a questa ricetta : « Una dozzina di ruzzoloni, dieci uova fradicie gettate in piena faccia, un secchiello di vernice colorata da far cadere addosso al protagonista rigorosamente vestito' di bianco, il qual protagonista leggendo il giornale finirà in una' botola aperta sul marciapiede. A contorno una vicenda che permetta di compiere memorabili litigi con la suocera, invariabilmente personificata da una donna-ciclone ».

Genere farsesco che faceva pericolare sotto le più rumorose risate le volte dei saloni cinematografici; genere che ora crollerebbe sotto un uragano di fischi.

Allora si voleva strappare la risata ad ogni costo: «o ridi o ti sparo! » Oggi, su un’ora e mezza di programmazione, il pubblico non vuole più d'ima decina di minuti di risate vere e proprie; per il resto del tempo gli basta sorridere.

...e oggi

Nemmeno la seconda maniera, che si ebbe con la ricetta americana, pare abbia più fortuna.

A Cinecittà, dopo qualche sforzo riuscito solo in parte, si è invece sulla buona strada; ha cominciato Macario (da notare che il divertente attore piemontese è quant’altri mai nervoso ed irascibile prima di entrare nel raggio d’azione dell'obbiettivo) che con le sue « barzellette» ed i pomelli rossi sugli zigomi, ha già saputo dare al cinema italiano... diecimila metri di pellicola divertente. Ha continuato Totò il quale, dotato di una maschera che ricorda da vicino quella di Buster Keaton, vi ha aggiunto quei prodigi distorsionistici che sono una sua specialità personale.

E con Macario e Totò vi è ormai a Cinecittà tutta un’altra serie di attori specializzati, dove non mancano neppure le donne, prima tra le quali Titina De Filippo l'incapacità femminile a «render bene» nel film comico, specie nel confronti della donna giovane e graziosa. Si era convinti che le donne non potessero strappar altro che sospiri accorati (se non proprio accorate lacrime!) agli spettatori del cinema; negli ultimi film di Macario abbiamo invece visto una... ragazza in gamba quale può essere la versatile Silvana Jachino, mostrarsi capace di far nascere la risata più spontanea. E questa... è un'altra conquista del cinema!

Jori, «La Domenica del Corriere», anno XLIII, n.5, 2 febbraio 1941


«Le voci che corrono nell’ambiente teatrale sono sempre soggette ad improvvise ed imprevedibili variazioni, ma le riportiamo ugualmente a titolo di cronaca ed i nostri lettori non ce ne vorranno se talvolta il corso degli avvenimenti sarà diverso da quello annunciato dalla nostra pur volenterosa e diligente fatica di cronisti. Annunciammo che la formazione Totò-Magnani avrebbe proseguito per qualche tempo ancora le recite al Teatro Quattro Fontane, presentando nuovi quadri se non proprio una nuova rivista. Ma un vantaggioso contratto con il Mediolanum di Milano, concluso dopo laboriose trattative, ha rimandato ad altra epoca le novità già in preparazione per Roma.

La Compagnia gestita da Epìfani e Aulicino è quindi attualmente in viaggio per raggiungere Milano, dove rinnoverà certamente il successo romano e quello che sta ottenendo nell'attuale serie di debutti: Arezzo, La Spezia, Firenze ecc.»

«Film», 8 febbraio 1941


1941 02 19 Corriere della Sera Quando meno te l aspetti LOltre che autore di questa nuovissima rivista in due atti e moltissimi tempi. Michele Galdieri ne è stato il regista, e la sua mano abile si nota specialmente nei quadri a sapore parodistico legati alla gioconda vicenda; altrove la fantasia si. sbriglia liberamente, senz’altra norma che la varietà e senz’altro scopo che l'effetto. In tutti i casi il risultato d pienamente raggiunto, come hanno detto gli applausi del pubblico affollatissimo e gli innumerevoli bis. Totò, con la sua comicità istintiva e sempre efficace, ed Anna Magnani, con le sue qualità di attrice esperta e sicura, hanno divertito continuamente. Ma tutta l'esecuzione della numerosa e ben preparata Compagnia è stata ammirevole, e molti elementi si sono imposti, [...]

«Corriere della Sera», 19 febbraio 1941


1941 03 08 Corriere della Sera Rancio in Teatro intro

Lo spettacolo che il Dopolavoro provinciale organizza per il Dopolavoro delle Forze Armate avrà luogo al Lirico il 22 corr., alle ore 15.
Allo spettacolo prenderanno parte Tofano, De Sica, Giuditta Rissioni, Rosetta Tofano, Isa Pola, Enrico Viarlsio, Gluseppe Porelli, Paola Borboni, Olga Vittoria Gentilli e la Compagnia dell’Accademia: questo per la prosa; rappresentanti della rivista saranno Totò, Anna Magnani, la Orlova, ecc.; Ruggero Ruggeri dirà una lirica.
Il titolo dello spettacolo è: Rancio in teatro e Totò fungerà da « caporale di giornata ».
L'organizzazione dello spettacolo è affidata a Remigio Paone e Luciano Ramo, il quale ultimo coadiuverà Totò nella presentazione dei numeri, abilmente collegati tra loro cosi da formare uno spettacolo continuativo ed armonico.
Non è improbabile che a questo già lungo elenco di attori altri se ne aggiungano poiché, com’è prevedibile ogni artista presente sulla piazza di Milano vorrà collaborare alla completa riuscita di questo eccezionale spettacolo.

«Il Popolo d'Italia», 6 marzo 1941


1941 03 23 Il Popolo d Italia Quando meno te l aspetti introUn rancio che dura quattr'ore, non è un rancio, è un banchetto. Si vede che Luciano Ramo e Remigio Paone, nell'organizzare lo spettacolissimo svoltosi ieri al Lirico a favore del Dopolavoro delle Forze Armate, e gli artisti che spontaneamente hanno offerto la loro bella fatica, si son lasciati prendere la mano, come si dice, dal cuore. E ne è venuto fuori, come dicevamo, un banchetto in cui sono state servite celebrità della liica e della prosa e del varietà e della danza con una profusione e prodigalità che solo lo scopo per cui esso era destinato può giustificare in questl tempi di carte annonarie e di giuste e doverose rinuncio. Ancora una volta questo gran cuore di Milano ha avuto un palpito d'amore per i suol figli combattenti e all'invito del Dopolavoro Provinciale, che aveva, indetto il bellissimo spettacolo, ha risposto con uno slancio commovente. Anche ieri, come già era avvenuto alla Scala, molta gente che aveva acquistato il biglietto di poltrona o di galleria ha voluto offrirlo a camerati del Presidio, cosi che il colore dominante in tutto il teatro era anche Ieri quello grigio-verde. Ma attorno c'era pure la Milano più bella, più affettuosa, più prodiga e ha fatto da corona ardente ed entusiasta agli inconsueti spettatori, ai soldati feriti, al reduci valorosi dal combattimento. Questo era il clima, e voi potete pensare certamente a quale altezza di entusiasmo possa essere giunto quando gli inni nazionali intonati dalla banda del Dopolavoro «Alfa Romeo» e il saluto al Re Imperatore e al Duce, ordinato dal federale Ippolito, ebbero compiuto la fusione ideale tra civili e militari presenti in sala. Nella quale, oltre al federale Ippolito, erano il cons. naz. Sandro Giuliani, componente il direttorio del Partito, l'ecc. Rino Parenti, presidente deIl’O.N.D., il podestà sen. conte Gallarati Scotti e altre autorità, le quali non stavano insieme, tutte raccolte com’è consuetudine, ma s’erano sparpagliate un po' ovunque per stare cameratescamente insieme ai feriti di guerra che occupavano i posti d’onore in galleria.

Ed ora, con Io spazio che ci opprime con la sua miserevole insufficienza, dovremmo far la cronaca di questo spettacolosissimo rancio che per oltre quattr'ore ha fatto risuonare l'aurea volta del « Lirico » degli applausi più frenetici che mai spettacolo d’arte abbia raccolto. Non faremo questa cronaca, poiché ci sembrerebbe di diminuire il valore della partecipazione così entusiastica di tanti artisti perchè l’idea del Dopolavoro provinciale prendesse consistenza e raggiungesse il successo più alto. Tutti i nostri artisti più cari, da Lina Pagliughi a Ruggero Ruggeri, da Sergio Tofano a Totò, dal tenore Merli a Paola Borboni a Leila Gaio, e De Sica e Viarlsio e Isa Pola, e Anna Magnani, e i bravissimi attori della Compagna dell'Accademia, e Giuditta Rissone e Rosetta Tofano, e chiediamo venia per gli altri nomi che non dimentichiamo pur omettendoli, tutti questi nostri cari artisti nulla hannd tralasciato per arricchire lo spettacolo con la loro cosi dissimile e pur sempre degna arte d’ognuno, danco prova d‘un amore d’italiani die onora, come ha sempre onorato, l'arte italiana. E bisogna accomunare in questa, che non vuol essere un elogio ma una lieta constatazione di intenti comuni, i camerati tutti del Dopolavoro provinciale, a cominciare dall'occhialuto Barbetti, che assieme a Ramo e a Paone si son dati da fare come dannati per ammanirci un «rancio» alla maniera di certi banchetti medioevali e soprattutto per averci offerto l'occasione di vivere quattro ore cameratesche insieme al nostri valorosi feriti di guerra. Quattro ore fraterne, durante le quali il pensiero di tutti vagava lontano, alla ricerca di altri cuori.

Perchè anche agli artisti che avevano offerta la loro opera restasse un ricordo tangibile, il federale è poi salito sul palcoscenico a consegnare « ognuno di essi e agli organizzatori dello spettacolo Paone e Ramo, una piccola gavetta d’argento, assieme al ringraziamenti suoi e del Dopolavoro. La minuscola gavetta ognuno la conserverà a ricordo di questo esultante pomeriggio benefico, a ricordo di questo « rancio » in onore delle nostre valorose Forze Armate.

 «Il Popolo d'Italia», 23 marzo 1941


1941 03 25 La Stampa Quando meno te l aspetti R2 LC'è ancora chi crede che una rivista di Michele Galdieri non sia uno spettacolo di Grazia e di eleganza, umoristico e Brioso che allieta, che riposa, che rinfranca, che persino entusiasma?

Noi crediamo di no, perché ora mai più e più volte questo intelligente e garbato autore offerto al pubblico lavori di non comune bellezza che esulano completamente dal consueto campo rivistaiolo per raggiungere i confini dell'arte che anche in questo settore può essere servita sol che si abbia, come Galdieri ha, il senso poetico del mestiere. 

Del resto, il pubblico conosce, ammira ed ama Galdieri per tale sua virtù, e ancora una prova caso ha dato ieri sera affollando il Vittorio Emanuele alla prima della nuova rivista Quando meno te l'aspetti cui ha decretato un successo pieno, entusiastico, clamoroso.

Meritatissimo successo, perché la rivista è da annoverarsi fra le più riuscite del Galdieri, fra quelle in cui il provetto autore ha saputo meglio profondere a piene mani tutto il ricco patrimonio della sua intelligenza e della sua collaudata bravura.

In una cornice scenica di raffinata eleganza si succedono con un crescendo rossiniano i numerosi quadri, in un vortice luminoso e policromo da girandole;  attraggono, abbagliano, ti esaltano. Framezzate a queste visioni di mirabolanti coreografie, le scenette argute, di un umorismo fine, con una patina caricaturale simile ad una spruzzatina d'oro punto.

E qui entra in campo Totò, l'eccellente comico e mimo, misurato pur nella scattante vivacità del gesto: comico espressivo ed esilarantissimo, mimo piroettante e dinoccolato:  un Totò che ci sembra di avere sempre conosciuto, ma che ora ci appare in una veste nuova, forse più consona alle innumerevoli qualità di autentico artista. Collodi creo Geppetto per fargli creare Pinocchio:  Galdieri ha congegnato una rivista per creare un nuovo Totò. E Totò nelle mani di Galdieri, è veramente Totò, come deve essere. Accanto a questi, Anna Magnani attrice, diciamo attrice, e cioè quel che occorreva al lato di un artista dello stampo di Totò:  elegante, avvenente, persuasiva, che può e Sa interpretare una poesia di Gozzano o una scenetta in cui persino a cantare toner a Grazia cosciente delle sue origini artistiche.[...] Aggiungasi a tutto questo le stilizzate e attraenti coreografie di Gisa Geert e i bellissimi e ricchi costumi ideati da Mario Pompei e ne risulta quello spettacolo perfetto e sfarzoso che il numerosissimo pubblico non si è stancato di acclamare, dimostrando così di essersi oltremodo divertito. Piacevoli le musiche lodevolmente eseguita dall'Orchestra accuratamente diretta dal maestro Palomby.

Alla fine dello spettacolo l'autore stato più volte evocato alla ribalta da entusiastiche ovazioni, unitamente agli interpreti principali. Quando meno te l'aspetti si replicherà sino a domenica. 

«La Stampa», 25 marzo 1941


1941 03 29 Compagnia Toto Rappresentazione intro[...] E' stato organizzato un piacevole e divertente spettacolo per i feriti trasportabili, i convalescenti e i militari di stanza in città. Così oggi alle 15,30, al Teatro Vittorio Emanuele, la Compagna Totò offrirà a oltre 2000 soldati la sua applaudita interpretazione della rivista Quando meno te l'aspetti, di Galdieri.

1941 03 30 La Stampa Quando meno te l aspetti L

«La Stampa», 29 marzo 1941


1941 04 01 Il Lavoro Quando meno te l aspetti introApplausi continui e richieste di bis, hanno decretato, ieri sera, il più schietto successo alla nuova rivista, in due tempi di Michele Galdieri: Quando meno te l'aspetti. Questa è una festosa scorribanda tra l'800 e il moderno; scene gustosissime, quadri di bell'effetto coreografico, danze esotiche e nostrane, canzoni sincopate e nostalgiche, appaiono e risuonano intelligentemente fuse dal fecondo autore che, anche questa volta, si è rivelato squisito ideatore. Anche in questa rivista — come in tutti i lavori di Galdieri — c’è dovizia di scene comiche, satiriche e allegoriche.

Una gustosa parodia del cinema, del gagà e di « S. Giovanni decollato » hanno permesso a Totò di mettere in evidenza tutta la sua bravura è la sua particolarissima arte. Egli è stato veramente divertentissimo: le sue trovate, la sua inimitabile mimica, hanno trascinalo il pubblico, a calorose ovazioni e alle più matte risate.

Hanno diviso gli onori della ribalta tutti i suol bravi collaboratori, tra i quali ricorderemo: Anna Magnani, gentile nel porgere il verso, fine nella dizione e nel canto [...] Un elogio particolare all’affiatato corpo di ballo, formato da una folta schiera di belle e sorridenti figliole.

Scene gustose e ricchi i costumi. L'orchestra ha filato egregiamente sotto la direzione del maestro Giuseppe Palomby.

II pubblico, numerosissimo, ha applaudito a piene mani facendo replicare per ben quattro volte il finale del secondo tempo.

«Il Lavoro», 1 aprile 1941


1941 05 14 Gazzetta di Parma San Giovanni Decollato T L

«La Gazzetta di Parma», 14 aprile 1941


1941 04 15 La Stampa Toto Viareggio L

Viareggio, martedi sera.

Il popolare e applaudito comico Totò, al secolo barone Antonio De Curtis di Giuseppe, da qualche giorno, per un periodo di villeggiatura ospite di Viareggio, dove abita in via Lepanto 11, percorrendo in bicicletta (anche Totò come tutti viaggia su una lucida bicicletta tipo sport), una via della città, si produceva con un colpo di pedale, una escoriazione alla gamba destra.
Al vicino ospedale civile il medico lo giudicava guaribile in pochi giorni.

«La Stampa», 15 aprile 1941


1941 05 23 Gazzetta di Parma Quando meno te l aspetti intro

La grande Compagnia di riviste del noto comico Totò, nella sera di martedì 27 maggio, esordirà ai nostro Regio, con la nuovissima rivista «Quando meno te l’aspetti», in due tempi e 24 quadri. Questa grande compagnia, è attualmente quella che può aspirare a tale aggettivo, troppo facilmente usato in tutte le circostanze. Si tratta di un complesso di primo ordine, di cui fanno parte attrici ed attori già noti; ai grandi pubblici, ed un eccezionale accolita di giovanissime quanto brave danzatrici. Lo spettacolo è inquadrato da una brillantissima regìa, da costumi sfarzosi, ma sopratutto da originalità, brio, e da coreografie che ovunque hanno ottenuto un caloroso successo.

«Gazzetta di Parma», 23 maggio 1941


1941 05 25 Gazzetta di Parma Quando meno te l aspetti L

«Gazzetta di Parma», 25 maggio 1941


1941 05 27 Gazzetta di Parma Quando meno te l aspetti T L

«Gazzetta di Parma», 27 maggio 1941


1941 05 28 Gazzetta di Parma Quando meno te l aspetti intro

Un teatro gremito in ogni ordine di posti ha accolto molto cordialmente, e a certi momenti con entusiasmo, il ritorno a Parma di Totò, che non si vedeva da qualche tempo.

Totò è sempre Totò: cioè, assieme a Macario, nella primissima linea della rivista italiana. E siccome Totò è sempre stato eccellente, si va lieti di non trovarlo cambiato; così allegro, originale, espansivo, con quelle celebri mosse, e la strisciatine di piedi, e la celebre bazza... Se Totò non poteva cambiare, in compenso è cambiata la cornice dei suoi attori, che non sono mai stati così bravi. Una lieta sorpresa è stata Anna Magnani; cosi elegante, intelligente, simpatica. Molto applauditi pure Paola Paola, il ballerino di cui ci sfugge il nome, e le ragazze viennesi del balletto.

«Gazzetta di Parma», 28 maggio 1941


1941 05 30 La Stampa Quando meno te l aspetti intro

Al Vittorio Emanuele è ritornata ieri sera, per un breve corso di rappresentazioni straordinaria, la compagnia “Totò” con Anna Magnani, che ha presentato la nuova edizione di Quando meno te l'aspetti. L’elegante e divertente rivista di Michele Galdieri che or non è molto, ottenne nello stesso teatro vivo successo di cui parlammo ampiamente. 

Nei nuovi quadri tra cui particolarmente graditi "Rumba a villa Hermosa", "Il mito di Narciso", "Celebri amanti" e "Un tango di Chopin", tutta la compagnia venne calorosamente applaudita. Totò, come al solito, fu esilarantissimo anche in nuove macchiette assai divertenti come assai divertente fu Anna Magnani. E bravi il Castellani, la Paola, la Origoni, Laurin Nova e la Worth, per citare solo i principali elementi. Il successo si rinnovò, dunque, pienamente dinanzi al numeroso pubblico. La compagnia Totò terminerà le sue rappresentazioni domenica sera.

 «La Stampa», 30 maggio 1941


La Compagnia Magnani-Totò probabilmente non andrà più in Germania. Proseguirà il suo giro a tutto giugno e forse anche a metà luglio, poiché successivamente i due artisti principali dovranno sospendere la loro attività teatrale, essendo impegnati con la produzione cinematografiche. Epifani formerà forse un gruppo di avanspettacolo.

«Film», 31 maggio 1941


1941 06 07 Il Piccolo Quando meno te l aspetti introEravamo nel vero scrivendo, nel passato numero, che lo spettacolo di Totò avrebbe superato — come incasso — quello dell'Eiar, già straordinario ed eccezionale. Infatti si sono oltrepassate le 14.000 lire. Il teatro era gremito sino all'inverosimile. Tutto esaurito, non solo, ma si rimandarono oltre trecento richieste di poltrone. [...] Chiudiamo la parentesi e tornando a Totò, diremo che lo spettacolo grandioso è stato gustato ed apprezzato da tutti indistintamente per il lusso della messa in scena e per la valentia sia dei vari artisti, sia del corpo di ballo. Totò è stato divertentissimo ed applaudito continuamente dalla prima all'ultima battuta. E’ un vero grande comico. [...]

«Il Piccolo», 7 giugno 1941


La Compagnia Totò-Magnani ha debuttato al Brancaccio di Roma con doppio programma teatrale. In sostituzione della signora Anna Magnani, che ha dichiarato di non poter fare i due spettacoli per ragioni di salute, ritenendoli troppo gravosi, ha debuttato Maria Donati. Comunque, mentre ancora si discuteva la cosa, il teatro è stato costretto a rimanere chiuso durante lo spettacolo diurno del giorno di debutto, mentre circa tremila persone facevano ressa alla porta.

«Film», 21 giugno 1941


1941 07 26 Film L allegro fantasma intro

Una farsa per Totò. E' detto tutto, ed è detto ancor di più quando si saprà che nel film non c'è un Totò soltanto, ma ve ne sono ben tre. Infatti il popolare comico interpreta tre ruoli, i ruoli di tre fratelli gemelli, dai quali potete ben immaginare cosa possa accadere in questa storia movimentatissima realizzata da Amleto Palermi: l'ultima opera del compianto regista.
Accanto a Totò, anzi ai tre Totò, Elli Parvo. Franco Coop, Luigi Pavese e la leggiadrìa fresca e canora del Trio Primavera: canzoni e ritmi, cori e danze, un'armounia deliziosa e spontanea già popolare in tutta Italia prima ancora dell'uscita del film.

«Film», 26 luglio 1941


1941 08 18 Il messaggero Avanspettacolo 2 T L

«Il Messaggero», 18 agosto 1941


1941 08 21 Allegro fantasma T L

«La Stampa», 21 agosto 1941


1941 08 22 Il Messaggero Avanspettacolo L

«Il Messaggero», 22 agosto 1941


1941 08 30 Il Lavoro Quando meno te l aspetti T L

Totò al Grattacielo — Accolto con grande simpatia all'nizio dello spettacolo, Totò e i suoi collaboratori hanno alla fine raccolto frenetici applausi. Infatti lo spettacolo di apertura del Grattacielo non poteva essere scelto meglio: Totò nelle sue irresistibili scene comiche, Paola Orlova, Mario Castellani, e l'originale ed elegantissima ballerina Hary Feist e tutti gli altri numeri, hanno dato vita ad uno spettacolo divertentissimo. [...]

«Il Lavoro», agosto-settembre 1941


Un mosaico di episodi farseschi recitati a soggetto, è nell’Allegro fantasma, penultima fatica di un regista che ha concluso la sua operosa giornata, Amleto Palermi. Dallo scomparso Palermi questa pellicola trae l'inventiva facile, la scorrevolezza, il carattere frammentario; dall’attore Totò, che vi domina come protagonista, deriva il complesso del lazzi, appartenenti ai suo piacevole bagaglio comico, e, per certi sviluppi intravisti, la nostalgia di ciò che il film avrebbe potuto essere e non é. Perchè Allegro fantasma non ha impegnato a fondo né gli attori né il regista; è chiaro che esso è stato realizzato su un canovaccio nel quale variazioni e interpolazioni improvvisate hanno soverchiato il piano preordinato.[...] Tutt'e tre gli eredi inattesi, che i parenti terribili tentano di allontanare, senza riuscirvi, sono impersonati da Totò, il quale ha rinunciato a molte delle sue ambizioni di comicità nuova, lasciate immaginare dal film precedenti, per sfruttare !a gioconda chiassosità, la facilità degli equivoci, il crescendo della concitazione che il soggetto gli offriva. Una folla di interpreti, in particine minori, intorno a Totò [...]

«Corriere della Sera», 4 settembre 1941


1941 09 15 Il messaggero Avanspettacolo T L

«Il Messaggero», 15 settembre 1941


[...] Attraverso quali peripezie i tre fratelli si ritrovano ed entrano In possesso di quello che loro spetta, malgrado l'opposizione di alcuni avidi parenti, si può vedere in questa fase di ordinaria fattura. Ma Totò ha l’istinto e il gusto dell’obbiettlvo cinematografico; e il suo mirabolante repertorio di dislocazioni facciali e vertebrali, le sue velocissime sequenze comiche, la sua incisiva nevrastenia farsesca sono assorbiti dallo schermo in modo sorprendente. Il povero Palermi che diresse il film sfruttò con maggiore pertinenza che nel «S. Giovanni decollato» la tecnica dell'attore. [...]

def. [Sandro De Feo], «Il Messaggero», Roma, 9 ottobre 1941

Film gaio e concitato nel quale si aspettano al varco le irresistibili corsette di Totò, i suoi frenetici giri d'occhio, i suoi muti e fervidi discorsetti fatti muovendo soltanto le labbra, gli scatti della sua silenziosa e aerea follia. [...] Certe sequenze, come quella della colluttazione tra Totò e il falso cacciatore di leoni anche lui pretendente all'eredità, sono veramente felici e divertenti. Le risorse cinematografiche di Totò sono molte. Nei pochi film che egli ha fatto finora si è visto come certe sue espressioni colgano nel segno e siano di effetto immediato sul pubblico. Ma ancora il vero film di Totò, quello che sfrutti in pieno tutte le possibilità di questo attore, non è venuto fuori.

Pat. [Ercole Patti], Il Popolo di Roma, Roma, 9 ottobre 1941


1941 10 08 Il Messagero Allegro fantasma T L

«Il Messaggero», 9 ottobre 1941

1941 11 18 Gazzetta di Parma Compagnia Toto intro

TEATRO PAGANINI: Domani sera Totò e la sua grande Compagnia eccezionalmente in avanspettacolo. Allo schermo « La canzone di Magnolia

Domani ritornerà sulle scene del Teatro Paganini, per una sola rappresentazione, la Compagnia di riviste diretta dal comico «Totò», cara e simpatica conoscenza del pubblico parmense.

Il complesso - uno dei migliori - che attualmente agiscono nei varietà d’Italia, si presenterà in una veste originale, degna di una grande compagnia, potendo contare su ottimi elementi, quali Paola Orlova, Mario Castellani, Rudi Buer, Maria Tibaldi, il duo Arienzo e Grazia, oltre al balletto «Marzoni» composto di dodici danzatrici.

«Gazzetta di Parma», 18 novembre 1941


1941 11 19 Gazzetta di Parma Compagnia Toto T L


1941 11 20 Gazzetta di Parma Compagnia Toto intro

Un nuovo successo ha ottenuto ieri sera al nostro Paganini la Compagnia di varietà diretta dal noto e simpatico comico Totò.

La varietà dei quadri presentati e l’affiatamento riscontrato in tutti i componenti dell’ottimo complesso hanno creato una atmosfera cordiale fra teatro e palcoscenico.

E il pubblico ha fatto calorose accoglienze a tutti gli artisti specie al bravo Totò e alla non meno brava Orlova nell’interpretazione delle loro creazioni. Buono pure il balletto « Marzoni » e così dicasi di tutti gli altri.

L'orchestra diretta dal M. La Via ha ottimamente accompagnato gli artisti nei loro diversi numeri contribuendo così al successo della serata.

«Gazzetta di Parma», 20 novembre 1941


Altri artisti ed altri temi


Articoli d'epoca, anno 1941

I fratelli De Filippo

P. R., «Tempo», anno V, n.107, 12-19 giugno 1941
I De Filippo
I fratelli De Filippo

A proposito di Viviani

Pa. Ri., «Tempo», anno V, n.113, 31 luglio 1941
I grandi del Varietà
A proposito di Viviani


Articoli d'epoca


Articoli d'epoca, anno 1941